Quest’anno la festività del Primo Maggio, ossia la festa dei lavoratori, cade di domenica. Una coincidenza particolare che ha scatenato non poche polemiche fra le organizzazioni sindacali e i Comuni. La decisione definitiva sull’apertura dei negozi spetta ai Comuni, che in teoria dovevano accordarsi con i sindacati e le imprese: l’accordo però non c’è stato e dunque ci troviamo in questa situazione molto complicata. Negozi chiusi o negozi aperti? Si è scatenato il caos: da una parte i lavoratori che considerano come una “doppia festività” la festa del Primo Maggio, a maggior ragione dato che cade di domenica, dall’altra i negozianti – appoggiati dai Comuni – che vorrebbero tenere aperti i propri esercizi commerciali. Chi la spunta? Fra le polemiche sembra che ad avere la meglio siano stati i negozianti: in tantissime città (Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Bari e Palermo) le saracinesche dovrebbero rimanere alzate. Ma i sindacati non ci stanno: a Milano e a Firenze è stato proclamato uno sciopero delle commesse, che dunque metterebbe a rischio l’apertura dei negozi questa domenica. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni ha spiegato che questa può esere l’occasione “per trovare soluzioni convenienti per le imprese e per i lavoratori, e che tengano conto dell’intero arco del calendario annuale. In questo modo ciascuno sarà maggiormente responsabile. E la questione non sarà più affidata agli umori dei sindaci, o alla voglia o meno di arrivare a esasperazioni per stare sui giornali”.

Pietro Gugliotta

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