Al sud l’imprenditoria parla al femminile

businesswoman_1Da uno studio di Confcommercio-Censis emerge un quadro molto chiaro sull’imprenditoria del mezzogiorno, in cui si può notare un gran numero di donne imprenditrici. Napoli è la prima città italiana in questa speciale graduatoria, le imprese guidate da donne in questa città sono infatti circa il 30%. Il settore in cui si può notare tale situazione è il terziario. Interessante anche la percentuale di incremento dell’imprenditoria straniera al femminile, che ha segnato un notevole +44,5%, pur rimanendo in netta inferiorità rispetto all’imprenditoria italiana. Le imprese totali guidate da donne in Italia sono circa 1 milione e 430 mila, e di tali imprese ben 500 mila sono imprese del sud.

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Il nord mostra invece una consolidata maggioranza di imprese guidate da uomini. Tra le regioni del sud, Molise e Basilicata possiedono la più cospicua quota di imprese femminili, male invece le regioni del settentrione come Trentino e Lombardia con quote inferiori. In un discorso più anagrafico notiamo che circa il 50% delle imprese con guida al femminile ha una titolare di età superiore ai 50 anni, il 34% un’età compresa tra i 50 e i 69 anni e il 9,5% una titolare over 70.

Possiamo dire che la crescita del fenomeno sia in parte dovuta alle agevolazioni fornite dallo Stato in favore di piccole imprese a prevalente gestione femminile operanti nei settori dell’industria, artigianato, agricoltura, commercio, turismo e servizi. Le agevolazioni possono essere concesse per l’avvio di nuove attività, l’acquisto di attività esistenti oppure per nuovi investimenti, anche nel campo della formazione. Gli aiuti consistono soprattutto in contributi in conto capitale, che vanno destinati alla ristrutturazione e al potenziamento dell’apparato produttivo di un’impresa.

Giuseppe Raso

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