Alcoa di Portovesme: continuano le proteste dei lavoratori

Non accenna a diminuire l’intensità delle proteste organizzate dai lavoratori dell’Alcoa di Portovesme: ieri tre lavoratori dello stabilimento sardo hanno deciso di compiere un gesto estremo, salendo su uno dei silos dell’impianto, dunque ad una altezza di 70 metri. I lavoratori – a detta del segretario Fim Cisl Sardegna, Rino Barca – sarebbero addirittura dispositi a cominciare uno sciopero della fame. Il silos è senza manutenzione da tempo, dunque la situazione è molto pericolosa: “stiamo cercando di contattarli e persuaderli a venire giù” ha spiegato Barca. Il Governo sta monitorando la situazione, che è piuttosto grave a detta di Corrado Passera: il ministro dello Sviluppo Economico è stato molto chiaro. “Quella di Alcoa è una situazione quasi impossibile data la difficoltà a trovare investitori disposti a portare avanti il progetto. Non dobbiamo nasconderci: la situazione è di scarsissimo interesse e peraltro costa. Noi continuiamo a lavorare e intendiamo mantenere i patti: siamo riusciti a convincere l’azienda a rimandare la chiusura a fine anno e l’impegno a tenere mantenuta l’azienda”. Purtroppo, conclude Passera, non ci sono stati veri impegni per un’acquisizione. Intanto da domenica ci sarà un nuovo presidio di oltre 500 lavoratori, che si installeranno davanti la sede del Ministero dello Sviluppo Economico.

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