Alcoa, rivisto il piano: chiusura anticipata ad ottobre?

L’azienda Alcoa disattende gli accordi, raggiunti nei giorni scorsi al Ministero dello Sviluppo economico, ed annuncia il prossimo spegnimento delle celle dell’impianto di Portovesme. Con un comunicato ufficiale, Alcoa ha spiegato che la procedura per lo spegnimento dell’impianto, originariamente slittata a novembre, viene anticipata al 13 ottobre per mancanza di materie prime. “Il piano rivisto include la fine delle attività delle celle entro il 1 novembre. Cinquanta celle saranno messe in condizione di ripartire entro il 10 novembre e lo stabilimento sarà interamente fermato entro il 30 novembre” si legge nel comunicato ufficiale di Alcoa. Dopo questa notizia, è montata la protesta fra i tanti lavoratori dell’impianto di Portovesme. Franco Bardi e Rino Barca, segretari territoriali della Fiom Cgil e Fim Cisl, sono saliti sulla torre di 70 metri, presidiata nei giorni scorsi da tre lavoratori. “Ci abbiamo messo la faccia con gli operai e adesso Alcoa si è rimangiata tutto” spiegano i due sindacalisti. “L’azienda ha prospettato un’accelerata della fermata dell’impianto. L’accordo era di rinviare lo stop a novembre. Ci sentiamo presi in giro, l’azienda si è rimangiata le promesse. Nonostante la dimostrazione d’interesse da parte di altri imprenditori, oggi abbiamo scoperto che i vertici aziendali vogliono l’impianto fermo, nient’altro che questo. E’ inaccettabile” proseguono Franco Bardi e Rino Barca.

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