ANAS: nuovo piano industriale con 1000 posti di lavoro

Dopo 10 anni ANAS torna ad assumere e nel nuovo piano industriale vengono inseriti 1000 nuovi posti di lavoro. Nel programma anche altri due obbiettivi: aumento degli investimenti e autonomia finanziaria. Si tratta quindi di una strategia incentrata sull’efficienza, con lo scopo di arrivare a determinati miglioramenti anche in previsione dell’eventuale fusione con Ferrovie dello Stato, operazione sulla quale si sta lavorando già da qualche tempo e che potrebbe realizzarsi a breve. Più precisamente, l’intenzione è di convolare a nozze al massimo per l’inizio del prossimo anno ed iniziare subito a lavorare insieme, anche e soprattutto all’estero.

ANAS: nessun esubero legato alla fusione con FS

Gianni Vittorio Armani, presidente dell’azienda stradale, ha dichiarato che nel nuovo piano industriale per il 2016-2020 non sono previsti esuberi, spiegando che: “gli esuberi sono legati ai Piani di efficienza quando si fa solo efficienza, ma noi facciamo anche rilancio”. Tale rilancio, oltre che alla fusione con Ferrovie dello Stato, sarebbe legato anche a nuovi investimenti, nuovi posti di lavoro e una maggiore autonomia finanziaria. Per quanto riguarda i posti di lavoro, dei 1000 nuovi innesti previsti 900 sono riservati al personale di esercizio, mentre 100 per la progettazione e direzione dei lavori. In questo senso, c’è l’obbiettivo di aumentare anche la qualità dei servizi e delle realizzazioni ANAS, con una maggiore presenza fisica sulle strade volta alla manutenzione e al controllo costi. Per gli investimenti, si parla di circa 32 miliardi per la progettazione di opere che vanno anche oltre il piano industriale. Un occhio di riguardo anche per la rete stradale già esistente, soprattutto al sud, con il recupero e la rivalutazione di oltre 6 mila chilometri di strade regionali e provinciali e di 20 strade definite “dimenticate”. Infine, il nuovo piano prevede anche la continuazione dell’opera di valorizzazione delle case cantoniere che attualmente sarebbero 1.244.

Strade e binari: che tipo di matrimonio sarà?

Ovviamente, la parte che più ha destato interesse nel nuovo piano industriale 2016-2020 presentato da ANAS, è quella che riguarda la fusione con Ferrovie dello Stato. Il presidente della società stradale Giorgio Vittorio Armani ha raccontato che l’idea è nata durante il viaggio di ritorno da una missione in Iran. Nella delegazione che ha partecipato alla suddetta missione erano presenti anche i vertici delle due istituzioni: lo scopo del viaggio era quello di stringere accordi per la realizzazione di strade e ferrovie a Teheran. L’Iran si era presentata, però, al tavolo delle trattative, con un unico interlocutore responsabile sia delle strade che delle ferrovie, mentre l’Italia no. E così si è cominciato a parlare di quanto anche per il nostro Paese potrebbe risultare benefico unire le forze: immediatamente ne sono stati informati il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio che hanno accolto favorevolmente l’idea. Ora bisognerà capire a quali condizioni può avvenire questo matrimonio che andrebbe a creare un ente con oltre 10 miliardi di fatturato, 75 mila dipendenti 42 mila km tra strade e ferrovie da gestire.

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