Antitrust: “Più concorrenza contro l’assetto oligopolistico del mercato dei carburanti”

Fuel pumpE’ stata presentata nei giorni scorsi l’indagine dell’Antitrust in merito al mercato dei carburanti. E’ sicuramente un mercato da approfondire: in Italia infatti il prezzo dei carburanti è fra i più alti d’Europa, gonfiato dalle tantissime accise che i Governi hanno inserito in questi anni. Ma non è solo un problema di accise, il carburante sembra più caro in determinate zone, a causa della scarsa concorrenza: nelle zone dove c’è una maggiore concorrenza, dunque dove sono presenti impianti indipendenti (pompe bianche e Gdo), il prezzo è decisamente più basso. La concorrenza infatti favorisce l’abbassamento dei margini, offrendo all’automobilista un prezzo decisamente più interessante. L’Antitrust ha evidenziato come la presenza delle pompe bianche e dei punti vendita Gdo, ha permesso di abbassare i prezzi dei carburanti anche di 13 centesimi al litro: l’indagine dell’Antitrust, avviata nel marzo 2011, ha comunque evidenziato come la maggior parte degli impianti di rifornimento appartengano alle compagnie petrolifere (22mila circa), contro gli 82 impianti legati alla Gdo e i 2mila impianti indipendenti, ossia le pompe bianche. “A livello assoluto la Gdo praticava prezzi da 9 a 13 centesimi di euro più bassi degli impianti colorati e da 1,5 a 5 centesimi di euro più bassi degli impianti bianchi. Le compagnie tradizionali mostrano una forte similitudine di comportamento nella definizione dei prezzi. Il range di variazione dei prezzi medi mensili delle diverse società non supera il 2%” si legge nell’analisi dell’Antitrust, che in conclusione, chiede ci sia una presenza ancora più massiccia delle pompe bianche e degli impianti legati alla Gdo.

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