Autogrill: matrimonio con Eataly con 1 milione e 300 mila “invitati”

Partnership tutta italiana quella tra Autogrill e Eataly, presentata sulla A1 a Modena, dove per i prossimi 12 mesi si attendono 1 milione e 300 mila clienti. Le due aziende hanno deciso di unirsi per affrontare un percorso commerciale basato soprattutto sulla qualità, con l’idea di una futura espansione all’estero, qualora la partnership desse i risultati sperati sul territorio nazionale. Il numero uno di Eataly, Oscar Farinetti, vede negli Stati Uniti una buona frontiera di successo, ma dalla A1 di Modena, la strada è lunga.

Autogrill: la nuova strategia imprenditoriale prende forma

Dopo il Bistrot, arriva Eataly. Gianmario Tondato da Ruos, amministratore delegato di Autogrill, non nasconde la propria soddisfazione per il patto commerciale appena stretto con il business di Farinetti. Anche la presentazione della partnership fa parte delle nuove strategie imprenditoriali: un’intervista doppia tra i due guru della ristorazione è stata rilasciata ieri proprio nell’area di servizio di Secchia Ovest, la prima “casa” nella quale le due aziende convivono. Durante l’intervista, Tondato ha raccontato che:

L’idea della collaborazione è nata tre anni fa e lui ha dimostrato subito grande entusiasmo sposando l’iniziativa. Non è stato difficile trovare un accordo perché le due aziende hanno molti valori in comune. Sono complementari. Noi ci mettiamo il posto, loro il marchio e la propria offerta di prodotti enogastronomici.

Il percorso è molto simile di quello che l’azienda di servizi di ristoro per chi viaggia aveva già intrapreso con altri marchi, come ad esempio Starbucks. Ovviamente, Farinetti ha dettato le sue condizioni, anche piuttosto “dure”: nei punti di ristoro in franchising non verranno venduti né Gratta e Vinci né Coca Cola. Tondato ha accettato rischiando di perdere milioni di euro di ricavi perché sul piatto della bilancia ha pesato di più il piacere del consumatore italiano per la qualità. Nella nuova location, infatti, si mangerà pane appena sfornato, alimenti naturali, pizza napoletana, cottura con forno a legna e il tutto associato al servizio al tavolo.

Benetton e il rischio della disgregazione dell’impero

Eppure, solo qualche giorno fa, Gilberto Benetton, che con la sua Edizione S.r.l. detiene il 50,1% del capitale sociale di Autogrill, si era esposto con alcune dichiarazioni che avevano destato non poca preoccupazione. Gli operatori di Borsa, che puntavano su un grande accordo globale, sono però rimasti delusi, in quanto Benetton ha dichiarato che per il momento, nonostante ci si stia guardando intorno, non ci sono gruppi compatibili con l’impero di famiglia. Per l’azienda di servizi di ristorazione per chi viaggia, si prospetta un periodo di revisione. Lo stesso Gianmario Tondato da Ruos, a seguito delle parole di Gilberto Benetton, aveva precisato che:

Cercheremo di fare delle acquisizioni, magari piccole da 50-70 milioni, ma che hanno molto senso per il nostro business.

Nonostante gli utili, la quotazione in Borsa dell’azienda va giù e in base a quanto emerso dall’assemblea dei soci, la crescita deve avvenire al di fuori dell’Italia. Benetton ha specificato di voler stare alla larga innanzitutto dalle banche, considerato il futuro incerto del settore.

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