Banca Centrale Europea, improbabile il taglio dei tassi

Il debutto di Mario Draghi alla presidenza della Banca Centrale Europea non è dei più favorevoli. Il periodo di crisi finanziaria che sta colpendo in maniera accentuata la Grecia e in maniera più lieve altri paesi europei, fra cui l’Italia, implica una forte presa di posizione del nuovo presidente della Bce. La sua prima riunione ufficiale dovrebbe portare una notizia positiva ai mercati: secondo molti analisti, Draghi non dovrebbe mutare i tassi di interesse, che dunque resteranno fermi a quota 1.50%. Una scelta molto saggia, che secondo gli addetti ai lavori, serve a dare continuità al lavoro del precedente presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet: ciò servirà a controllare le tensioni sui prezzi, opera che Trichet ha portato avanti durante il suo mandato. “Secondo la nostra stima non ci sarà alcun cambiamento della politica dei tassi” spiegano da Unicredit, aggiungendo che le possibilità che i tassi vengano ridotti, magari dello 0.25%, sono molto basse. Anche gli esperti di Bnp Paribas hanno confermato che in questa riunione i tassi non verranno abbassati, ma è possibile che questo ribasso possa arrivare a dicembre, dunque fra un mese. Lo stesso pensiero è stato espresso dagli analisti di Barclays Capital: in realtà gli inglesi sostengono che a dicembre il ribasso possa essere più corposo, attestandosi allo 0.50%.

Pietro Gugliotta

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