Banca Centrale Europea: sale il SI nei sondaggi Brexit, crescita UE a rischio

Manca una settimana al referendum che deciderà l’uscita o la permanenza della Gran Bretagna nell’Eurozona e la Banca Centrale Europea continua a lanciare l’allarme, anche nell’ultimo bollettino. Secondo l’istituto guidato da Mario Draghi, “Un’eventuale Brexit rappresenta un rischio per la crescita dell’Eurozona“. Sulla questione interviene anche il Financial Time, a sostegno del “Remain”, dichiarando che l’eventuale vittoria del SI sarebbe, per l’Inghilterra, un atto di autolesionismo.

Banca Centrale Europea: da Berlino e Parigi passando per Madrid, tutto il vecchio continente ha paura della Brexit

Le parole usate dai capi di Governo dei Paesi Europei in merito alla questione Brexit sono più o meno le stesse: catastrofe, grave errore, disintegrazione. L’allarme lanciato dalla Banca Centrale Europea ha messo in agitazione i membri dell’Eurogruppo, a partire da Berlino. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha dichiarato che una vittoria del SI potrebbe rappresentare uno shock per l’UE che a quel punto dovrebbe impiegare tutte le proprie forze per non far crollare la già vacillante stabilità del sistema. Anche il capo dell’esecutivo spagnolo, Mariano Rajoy, si è detto favorevole al NO affermando che un voto favorevole alla Brexit sarebbe una catastrofe per le borse spagnole e per quelle europee. Ad ogni modo, l’istituto di Mario Draghi e la Banca d’Inghilterra sarebbero pronti a sostenere i mercati. In attesa dei risultati del referendum, il messaggio che si vuole trasmettere è che, qualsiasi cosa accada, l’Europa va avanti e il progetto non è in discussione. Intanto, a Londra è sceso in campo anche un altro quotidiano, e precisamente il Sun, tra i più letti del Regno Unito. In prima pagina un invito forte agli inglesi per votare l’uscita dall’Eurozona e ridare al Paese il suo status di grande nazione.

Popolare Vicenza: ispezione dell’istituto centrale europeo rivela 58.000 azionisti non in linea con le direttive

La banca vicentina avrebbe trasformato 58 mila persone ignare dei fatti, in un foltissimo gruppo di esperti investitori, rifilando agli stessi titoli rischiosi. Il tutto, allo scopo di sostenere l’aumento di capitale. Questo è quanto emerso da un’indagine della Banca Centrale Europea effettuata sull’istituto italiano: si aggravano quindi le accuse per l’ex presidente Gianni Zonin e l’ex amministratore delegato Samuele Sorato, già indagati per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza. Nel rapporto di Bruxelles si legge che: “I titoli sono sempre stati sovrastimati come dimostra la costante e significativa differenza tra il valore dei titoli della Bpvi e delle altre popolari quotate, utilizzando medesimi modelli di valutazione”.

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