Banca d’Italia: pubblicato rapporto economico che attesta nuovo record per il debito pubblico italiano

Il debito pubblico italiano, ad Aprile, è salito a 2.230,845 miliardi, passando dal 33,6% di Febbraio al 34,8% attuale. In base a quanto emerso dal rapporto della Banca d’Italia, contestualmente sale anche la quota del debito pubblico italiano in mano agli stranieri. A livello regionale, il passivo delle Amministrazioni centrali sale a +1,7 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali ha subito un incremento di 0,4 miliardi. Invariato, invece, il debito degli Enti di previdenza.

Banca d’Italia: Umbria e Molise crescono

Dopo un periodo di arresto, la regione umbra è tornata a crescere economicamente, in particolare nei settori export, abbigliamento, tessile, meccanica, e in quelli agroalimentare e chimico. Ripresa generale anche per quanto riguarda il lavoro, con un tasso di disoccupazione sceso al 10,4%, ovvero una percentuale più bassa rispetto alla media nazionale. La crescita dell’occupazione ha riguardato tutti i livelli di età, ma soprattutto i giovani. Nel complesso, la ricchezza netta delle famiglie umbre cresce ininterrottamente dal 2004, e dal 2012 sta aumentando anche quella finanziaria. Nel rapporto della Banca d’Italia è emerso che anche il Molise si trova in una buona condizione, con un’attività economica cresciuta, anche se lievemente. Il direttore della filiale di Campobasso ha spiegato che: “Dopo anni di debolezza, anche il processo di accumulazione appare in graduale rafforzamento, sospinto dalla spese per investimenti delle imprese di maggiori dimensioni”.

Anche la Campania è in ripresa dopo una crisi gravissima

Nei dati pubblicati dalla Banca d’Italia sull’economia campana è finalmente comparso il segno positivo sia sul PIL che su altri dati economici legati alla regione. In particolare, è stata rilevata una crescita per l’esportazione, gli investimenti, i consumi delle famiglie, l’occupazione e il credito bancario. Va aggiunto al quadro positivo anche un convincente aumento dell’occupazione a partire dall’inizio del 2016. Sarà importante quindi proseguire con una politica a sostegno dello sviluppo, mirata soprattutto alla libertà d’impresa e alla promozione dell’industria, al fine di aumentare la competitività della regione. In generale, l’economia italiana è tornata a crescere in quasi tutte le regioni, anche se con una forza differente. Dall’Emilia Romagna arrivano notizie confortanti anche per quanto riguarda il mercato interno. In merito alle esportazioni, la regione romagnola ha visto crescere ancora i propri introiti grazie soprattutto al commercio con gli Stati Uniti; in calo, invece, le esportazioni verso i paesi emergenti. Anche qui è aumentata l’occupazione, con una certa prevalenza dei contratti a tempo indeterminato.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*