Bankitalia: “Italia ultima in Europa per uso di moneta elettronica”

Carta di creditoAddebiti, bonifici, carte di pagamento ed assegni: ci sono tante soluzioni alternative al pagamento in contanti. Purtroppo in Italia questo utilizzo di moneta elettronica non riesce a prendere piede. E’ quanto afferma Bankitalia, in seguito alla pubblicazione del rapporto “Sepa e i suoi riflessi sul sistema dei pagamenti italiano”. Il progetto Sepa (Single Euro Payments Area) è partito nel 2002: l’obiettivo era quello di creare un’area unica dei pagamenti in euro, fattore fondamentale per il completamento del sistema finanziario europeo. Secondo i dati raccolti dalla Banca d’Italia, nel nostro Paese “regna” il contante: nel 2012, l’83% delle transazioni è stato eseguito con denaro contante. La media europea si attesta al 65%, dunque molto più bassa. Numericamente, si conta che in Italia ci sia una media di 71 operazioni pro capite all’anno, effettuate con strumenti di pagamento diversi dal contante: i dati europei sono decisamente più alti. In Spagna le operazioni sono 125 all’anno, mentre in Germania sono 222, cifra che aumenta per Francia (276) e Regno Unito (292). Sono i Paesi Bassi la nazione col maggior numero di operazioni pro capite all’anno con strumenti di pagamento diversi dal contante, ben 349: la media europea è quella di 187 operazioni pro capite, mentre la media Euro è di 194. In ogni caso, l’Italia resta abbondantemente sotto questa soglia, con le sole 71 operazioni pro capite all’anno. Paradossalmente, fra queste operazioni con strumenti alternativi al contante, in Italia è più diffusa la variante “assegno”, che poi è anche quella più costosa.

 

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