BankItalia: “Le banche italiane reggono bene la crisi”

Il presidente dell’Fsb e governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha presentato la relazione sull’attività svolta dalla Banca d’Italia nel 2009. La Banca d’Italia ha intensificato nel 2009 l’attività di vigilanza per individuare l’insorgere di profili di rischio tra le diverse banche italiane. “La conclusione del primo ciclo di revisione e valutazione prudenziale su 64 gruppi bancari rappresentativi della quasi totalità degli attivi dei gruppi – esordisce la relazione di Bankitalia ha condotto all’attribuzione di giudizi favorevoli nei confronti del 4,7% degli intermediari esaminati (2,3% dell’attivo considerato), di valutazioni intermedie per l’85,9% (96,5% dell’attivo) e di giudizi sfavorevoli per il restante 9,4% (1,2% dell’attivo). Hanno pesato – prosegue il documento – sui giudizi il deterioramento della qualità del credito e, nell’ambito dei rischi finanziari, le carenze riscontrate nel presidio del rischio di liquidità e dell’esposizione al rischio di tasso di interesse, nonché i riflessi di tali aree di rischio sulla capacità reddituale e sull’adeguatezza patrimoniale. La Banca d’Italia è intervenuta richiedendo, dove necessario, azioni correttive – si legge nel documento – I giudizi denotano, nel complesso, la capacità di tenuta delle banche italiane di fronte agli impatti della crisi finanziaria, pur registrando l’accentuarsi della rischiosità del credito e una significativa flessione della redditività“. Il documento d’analisi di Bankitalia mostra che nel 2009 la liquidità bancaria, dopo una temporanea flessione nel primo semestre, è tornata sui livelli elevati raggiunti a fine 2008: “nel 2008 la liquidità bancaria, aveva superato gli 890 miliardi di euro a seguito della prima operazione di rifinanziamento a 12 mesi della Bce. Nei primi cinque mesi del 2010 la liquidità è rimasta abbondante, attestandosi attorno a una media di 740 miliardi di euro”, si legge nel documento della Banca d’Italia.

Pietro Gugliotta

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