BCE: inflazione ancora negativa a Maggio per l’Eurozona

I dati resi noti da Eurostat per il mese di Maggio rispecchiano pienamente le previsioni degli analisti, ma deludono tutti gli altri. L’Europa, infatti, è ancora in deflazione e la BCE è sempre più sotto accusa. L’oggetto delle critiche più aspre è sempre la politica della banca, basata su strategie sempre più rigide. Mario Draghi invita alla calma poiché, come da lui stesso dichiarato nei primi mesi del 2016, i veri risultati delle nuove misure prese dall’Europa potranno emergere solo dopo l’estate e a quel punto potrà essere fatto un bilancio coerente.

BCE: Mario Draghi alle prese con la carenza di bond sovrani

Oltre a rispondere alle critiche provenienti da più fronti, il numero uno della BCE deve affrontare urgentemente anche il problema dei bond sovrani. L’istituto, teoricamente, dovrebbe comprare ogni mese 80 miliardi di titoli di Stato. Nei mesi scorsi, la banca ha tagliato l’acquisto dei titoli irlandesi e portoghesi, incrementando invece i fondi per quelli tedeschi e olandesi. Mario Draghi dovrà spiegare il perché di questa mossa, visto che i titoli maggiormente acquistati, e in particolar modo quelli dell’Olanda, sono, di fatto, i più forti in Europa e non necessitavano di quell’aiuto creato appositamente per i titoli più deboli. Intanto oggi i mercati aprono senza registrare grossi movimenti, in attesa della riunione dei vertici proprio della banca centrale. L’assemblea dovrebbe decidere in merito all’acquisto, da parte della banca stessa, dei titoli delle aziende europee quotate. La questione rende nervosi i mercati già da un po’, ma non solo. Se venisse deciso per il si alla proposta, di fatto l’istituto andrebbe ad abbattere i rendimenti dei piccoli risparmiatori che vedranno svanire anche la possibilità di rivalutare il proprio capitale. Draghi sembra sostenere il progetto, pronto a stroncare gli oppositori.

Nuove regole per le banche all’orizzonte

La BCE starebbe lavorando anche su nuove misure per gestire la sofferenza bancaria degli istituti dei vari Paesi. Come hanno dimostrato le situazioni del settore bancario di Italia, Grecia e Portogallo, ci sarebbe bisogno di nuove linee guida per superare le condizioni di crisi. La conferma di quanto bolle in pentola è arrivata direttamente dal presidente della vigilanza dell’istituto europeo, Daniele Nouy. Secondo le sue dichiarazioni, le nuove norme saranno proposte ai 129 istituti controllati dalla banca centrale e prevedranno l’obbligo di una maggiore trasparenza, soprattutto per quanto riguarda il prezzo dei crediti deteriorati. La situazione degli istituti di credito nazionali è uno dei punti focali delle prossime riunioni della banca centrale. Lo ha spiegato anche Ignazio Visco, Governatore Bankitalia, intervenuto alla riunione dei banchieri a Palazzo Koch: “Sarà valutata l’effettiva situazione delle singole banche e verranno individuate le misure di supervisione più appropriate tenendo conto del contesto in cui esse operano”. Già a Gennaio la banca europea aveva inviato a tutti gli istituti nazionali un questionario da compilare, ma la mossa non era piaciuta, nemmeno al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, poiché Draghi e compagni ci misero diversi giorni prima di spiegare che non si trattava di una stretta sui prestiti.

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