Borsa Italiana sempre più inglese

Il fatto principale è successo circa due mesi fa, quando intorno al 20 gennaio furono tolte le deleghe sul post-trading dalla supervisione di Massimo Capuano, e a affidate a Kevin Milne. Proprio il post-trading, è da sempre ritenuto il fiore all’occhiello di Borsa Italiana, per la sua efficienza ed economicità, senza pari in Europa.

Ora sono arrivate le dimissioni formali di Capuano da deputy ceo del London stock exchange (Lse), che in fondo erano nell’aria, in quanto non era stato promosso alla guida di Lse in occasione dell’addio di Carla Furse. Al suo posto è stato nominato Raffaele Jerusalmi, una figura di molto peso all’interno di Borsa spa, ed è l’attuale responsabile del capital market di Lse, ossia del 50% dei ricavi del gruppo della Borsa di Londra.

Tale situazione non fa altro che peggiorare lo scenario di vertice per quanto riguarda l’Italia, che dall’inizio della fusione con Londra, non ha fatto altro che perdere posizioni di rilievo e di prestigio. Capuano nelle sue dichiarazioni ha voluto gettare acqua sul fuoco, ha infatti continuato a difendere la scelta della fusione con Londra, che secondo lui ha permesso di fare di Borsa Italiana un gruppo forte per il paese.

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