Bufera Fastweb/Telecom: i titoli perdono in borsa

La bufera giudiziaria che vede coinvolte le due società di telecomunicazioni, Fastweb e Telecom Italia, ha travolto i relativi titoli sui listini di Piazza Affari. La reazione della Borsa era facile da prevedere, in quanto avvenimenti del genere non passano mai inosservati sui mercati finanziari. I titoli di Fastweb tra scambi vorticosi hanno perso oltre il 7,5% nella seduta di ieri, ed oggi ha continuato a viaggiare in rosso. Telecom Italia, che è coinvolta nella vicenda tramite la controllata Sparkle, ieri ha chiuso con un calo del 2,87%.

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Ciò che ha innescato le vendite su titoli è stato anche il rischio di commissariamento delle due società, che si sono immediatamente dichiarate parte lesa e hanno preso le distanze dai manager implicati nella vicenda. Oltre 56 le ordinanze di custodia cautelare emesse, e tra i vari nomi, spiccano l’ex amministratore delegato e fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia, il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo e Riccardo Ruggiero, presidente del Cda di Telecom Sparkle all’epoca dei fatti. Ma a tremare sono anche i vertici di Telecom Italia, che per il gip hanno evidenti responsabilità. Intanto a Milano sono già scattati dei sequestri nei confronti di Fastweb, che ammonterebbero a 38 milioni di euro.

Swisscom, che controlla Fastweb, ha riferito che “prende atto delle accuse mosse ieri dalle autorità italiane”, e ha aggiunto che darà il proprio sostegno affinché ci sia un rapido chiarimento. Il gruppo ha tenuto a precisare che al momento dell’acquisizione, avvenuta nel 2007, era a conoscenza del procedimento per presunta frode fiscale relativa al  periodo dal 2003 al 2006.

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