Bundesbank attacca Draghi: “Finanziare gli Stati in crisi creerebbe dipendenza”

Continua la polemica fra i vertici più importanti dell’economia tedesca e la Banca Centrale Europa. Berlino non gradisce le proposte che arrivano dalla Bce ed in particolar modo dal presidente dell’istituto europeo, Mario Draghi. Dopo le dichiarazioni dei portavoce e dei ministri tedeschi, è la volta della Bundesbank. La banca centrale tedesca, per bocca del presidente Jens Weidmann attacca senza mezze misure Mario Draghi ed il suo piano di supporto per gli Stati in difficoltà. Draghi vorrebbe continuare a sostenere i Paesi in difficoltà economiche con l’acquisto di titoli, mossa che a Berlino non viene vista di buon occhio. “Non è compito della Banca centrale europea garantire la permanenza di un Paese nell’Eurozona a qualunque costo. Finanziando uno Stato in crisi si corre il rischio di creare una dipendenza come da una droga” spiega Weidmann. Il numero uno della Bundesbank ha il pieno appoggio della cancelliera tedesca Angela Merkel, che addirittura definisce scabrosa l’idea della Bce di porre un tetto agli spread. Oltre quel tetto infatti si arriverebbe all’acquisto dei bond dei Paesi in difficoltà. “In democrazia – spiega Weidmann – devono essere i Parlamenti, e non le banche centrali, a decidere di una tale condivisione dei rischi. La manna delle banche centrali attirerà avidità senza fine” conclude il numero uno della banca centrale tedesca.

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