Calcio, sempre più debiti: perdite in aumento del 23%

Nei giorni scorsi, si è tenuto un importante convegno dedicato al mondo del calcio, all’interno del quale è stato presentato il “Report Calcio 2012“. Non è altro che un quadro totale del mondo del calcio, visto con l’occhio e con i dati che riguardano maggiormente l’aspetto economico. Se l’Italia non ride, non sorride neanche il mondo del calcio, che vede aumentare le proprie perdite: è infatti un calcio in rosso, con un continuo aumento dei debiti. Nel 2010-2011, l’indebitamento era cresciuto del 14%, salendo a 2.6 milioni di euro, quest’anno invece il debito è cresciuto del 23%, con perdite per 2.6 milioni di euro. L’Italia è in crisi ed ovviamente il mondo del calcio non è una eccezione: calano gli spettatori, calano gli introiti (quasi tutti derivanti dai diritti tv). Un business che sembra non funzionare più, quantomeno economicamente. “Il calcio è una grande realtà, ma io faccio il ragioniere e leggo bilanci molto preoccupanti. In altri ambiti, con quei numeri si parlerebbe di società prossime al fallimento” spiega il ministro dello Sport e del Turismo, Piero Gnudi. “Il Paese è in crisi, una crisi che sarà ancora lunga. Così sarà difficile trovare dei mecenati che investano nel calcio. Si rischia di non trovare società in grado di iscriversi ai campionati”. Le società spingono per la realizzazione di stadi privati, che possano dare introiti tutto l’anno, con attività anche extra calcistiche, ma Gnudi conferma che il Governo non ha assolutamente fretta nell’approvare la legge sugli stadi. “Che la legge sugli stadi di proprietà sia una priorità per il mondo del calcio è indiscutibile. Ma si farà solo al termine di un percorso virtuoso, che per realizzarsi, però, ha anche bisogno che finisca queste crisi. Altrimenti anche con la nuova legge, sarà difficile trovare degli investitori”.

Pietro Gugliotta

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