Cambio Euro Dollaro oggi 15 Novembre: EUR/USD verso la parità

Dopo un ulteriore ribasso all’apertura della seduta odierna, il Cambio Euro Dollaro riprende a salire. Spingendo biglietto verde e moneta unica verso la parità. Quotazione attualmente a 1,0800, su dello 0,59%. Analisti prevedono nuovi nervosismi sui mercati. La politica di Trump potrebbe infatti far soffrire la Cina e le materie prime. La divisa statunitense ne uscirebbe invece rafforzata, con l’inflazione al rialzo e la spinta di FED sui tassi di interesse. BCE continua invece ad insistere con la manovra espansiva.

Cambio Euro Dollaro oggi 15 Novembre EUR USD verso la parità

Cambio Euro Dollaro: PIL Eurozona in crescita

Pubblicati da pochi minuti i dati preliminari sul PIL europeo del terzo trimestre 2016. L’Eurostat segnala un incremento dell’1,6% su base annua, in linea con le attese. Nel trimestre, l’aumento è stato dello 0,3%.

Cresce anche il sentiment degli investitori sull’economia dell’Eurozona. L’indice ZEW sul Calendario Economico aumenta a 15.8 per Novembre. Contro il 12.3 di Ottobre e ben oltre le previsioni degli analisti. Lo stesso dato fa registrare però un calo per la Germania. L’indice ZEW sull’economia tedesca è infatti sceso a 58,8 in questo mese, dal 59,5 di Ottobre.

Per l’Europa, surplus della bilancia commerciale che tocca i 26,5 miliardi. Superando le attese di 22,5 miliardi.

Nelle ultime ore di mercato, la moneta unica si è dunque ripresa. Ma il biglietto verde, seppur in calo, rimane vicino ai massimi di 14 anni. Supportato da un aumento della fiducia sul rialzo dei tassi di interesse da Parte della Federal Reserve. Le possibilità ora sono salite all’81%.

La divisa statunitense cresce soprattutto contro lo yuan cinese, in crollo verso i minimi degli ultimi 8 anni.

EUR/USD: le previsioni di Deutsche Bank

Secondo l’istituto di credito tedesco, Donald Trump alla Casa Bianca spingerà la moneta unica ancora al ribasso fino a fine anno e poi nel prossimo. La quotazione dovrebbe raggiungere 1,05 dollari per euro. Per la fine del 2017, la banca prevede invece quota 0,95.

Se Trump dovesse mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, sarà probabile una salita dell’inflazione. E ciò spingerà la Federal Reserve ad accorciare i tempi per la normalizzazione della politica monetaria.

La crescita statunitense potrebbe inoltre favorire la fuoriuscita di capitali dall’Europa verso l’America.

Nel frattempo la BCE si trova sempre nel pieno disastro causato dal QE. Banche tedesche ancora contro gli acquisti. L’Europa è ancora una volta in piena deflazione nonostante Mario Draghi stia comprando davvero di tutto pur di stimolare i prezzi.

Cambio Euro Dollaro che si avvia dunque verso il successo del biglietto verde, con la moneta unica per ora senza alcuna arma per la ripresa.

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