Canone Rai: lunedì 16 Maggio ultimo giorno per le autodichiarazioni

La situazione relativa al Canone Rai in bolletta continua ad essere confusionaria e oggetto di protesta da parte delle associazioni dei consumatori. La paura più grande riguarda il rischio di pagare più volte l’imposta e per quante richieste di chiarimenti stanno arrivando da ogni dove, l’UNC denuncia che l’Agenzia delle Entrate è letteralmente in tilt: la coda di telefonate non solo arriverebbe ad un’ora, ma per giunta si tratta di un’attesa a pagamento. La denuncia comprende anche altri canali di comunicazione, come ad esempio le risposte via mail della Rai che sarebbero precompilate e non soddisferebbero affatto le esigenze di spiegazioni da parte dei cittadini.

Canone Rai: cittadini costretti a ripetere autodichiarazioni ogni anno

L’argomento che più tiene banco in queste ore, nell’ambito del pagamento in bolletta del nuovo Canore Rai, è la questione delle esenzioni. Domani, lunedì 16 Maggio, è l’ultimo giorno per presentare le autodichiarazioni che consentono, con determinati requisiti, di non pagare l’imposta. Chi presenterà tali richieste oltre il termine stabilito, otterrà l’esenzione solo a partire dal secondo semestre. Il problema più grave, però, continua ad essere la confusione creata attorno alla domanda: “Chi non paga?”, alla quale Rai e Agenzia delle Entrate continuano a non fornire risposte chiare ed esaustive. I punti fermi su cui non dovrebbero esserci difficoltà riguardano:

  • Coniugi con due residenze diverse: questa condizione comporta che i due coniugi non costituiscano lo stesso nucleo familiare, pur convivendo, e pertanto ognuno dei due dovrà pagare il canone relativo all’utenza intestata.
  • Contratto D2: questa è l’unica tipologia di contratto per la quale posso essere inviate le autodichiarazioni. Il D2 comprende solo ed esclusivamente le utenze elettriche ad uso residenziale.
  • Sezione B: è la sezione del modulo di autodichiarazione che devono compilare tutti coloro che sono intestatari di più utenze con contratto D2, pur appartenendo ad un solo nucleo familiare, e specificando su quale delle utenze si preferisce l’addebito del canone.

L’imposta nell’imposta: altro che esenzione!

Il danno e la beffa, così si dice in certi casi. La confusione sul Canone Rai sta mandando in crisi parecchi cittadini, soprattutto in merito all’esenzione. Per tutti coloro che fino ad ora sono riusciti ad inviare l’autodichiarazione, e per quelli che lo faranno entro domani, ecco la sorpresa: l’esenzione si paga. Inviare la richiesta tramite posta ordinaria costa, infatti, 11,80 euro, invece che 6,50 euro previsti per una spedizione con raccomandata. Il Governo ha spiegato che la motivazione del surplus sta nel fatto che non si tratta di un prodotto postale standard, pur avendo, la busta, peso e dimensioni esattamente uguali allo standard. Questa è l’ultima trovata del sistema burocratico italiano, che ha costretto i cittadini a dirottare sull’invio telematico, completamente gratuito, che però potrebbe non essere accessibile a chiunque. L’altra insidia per molti cittadini è legata alla frequenza di invio dell’autocertificazione, che andrà rinnovata ogni anno, senza margine d’errore. Ciò significa che, in caso di impedimento o dimenticanza, non sarà possibile impugnare una richiesta di pagamento per mancato invio dell’autocertificazione. Ovvero, di fatto, il contribuente non ha possibilità di difesa davanti alla legge. Tradotto in parole semplici, con la nuova riforma del canone il governo ha puntato sulla disattenzione, a discapito, soprattutto, dei cittadini anziani già provati dalla riforma delle pensioni.

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