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	<title>Economia e Finanza - News finanziarie &#187; Lavoro</title>
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	<description>News dal mondo della finanza</description>
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		<title>Istat, senza posto fisso quasi 3 milioni di lavoratori italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto nazionale di Statistica ha pubblicato i dati relativi al terzo trimestre del 2011: l&#8217;argomento in questione è il mondo del lavoro. Secondo l&#8217;Istat un giovane su due è occupato a tempo determinato, mentre sono quasi tre milioni i lavoratori italiani che non hanno un posto di lavoro a tempo indeterminato. In Italia infatti ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/giovani1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5435" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/giovani1.jpg" alt="" width="250" /></a>L&#8217;<strong>Istituto nazionale di Statistica</strong> ha pubblicato i dati relativi al terzo trimestre del 2011: l&#8217;argomento in questione è il mondo del <strong>lavoro</strong>. Secondo l&#8217;Istat<strong> un giovane su due è occupato a tempo determinato</strong>, mentre sono quasi tre milioni i lavoratori italiani che non hanno un posto di lavoro a tempo indeterminato. In Italia infatti ci sono <strong>2.36 milioni di dipendenti a tempo determinato,</strong> ai quali vanno a sommarsi i <strong>385 mila collaboratori</strong>: il totale indica come 2.74 milioni di lavoratori italiani siano impiegati a tempo determinato, coloro che vengono denominati lavoratori atipici, senza posto fisso. Per quello che riguarda i giovani, ossia compresi nella fascia di età fra 15 e 24 anni, il 46.7% risulta dipendente a tempo determinato. Se prendiamo in considerazione le altre fasce d&#8217;età, capiamo come siano i giovani la categoria più impegnata a tempo determinato: infatti la fascia di età fra i 25 ed i 35 anni è impegnata al 18% a tempo determinato, la cifra scende all&#8217;8.3% se consideriamo la fascia d&#8217;età compresa fra 35 e 54 anni. L&#8217;Istat conferma come si tratti di dati piuttosto parziali, perchè è difficile risalire al lavoro sommerso, dunque effettuare una stima precisa ed ufficiale sul precariato è davvero molto difficile. Ma possiamo comunque immaginare che la quota di giovani impiegati a tempo determinato sia molto più alta di quella raccolta dall&#8217;Istat.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Trasporti, sciopero generale di 4 ore il primo marzo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le tre principali sigle sindacali del mondo dei trasporti hanno proclamato uno sciopero generale di quattro ore per giovedì 1 marzo: Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno inviato una comunicazione alla Commissione di Garanzia sullo sciopero, ai ministri del Lavoro e dei Trasporti ed al premier Mario Monti, per comunicare le modalità dello sciopero. &#8220;La mobilitazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/sciopero_trasporti2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5419" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/sciopero_trasporti2.jpg" alt="" width="250" /></a>Le tre principali sigle sindacali del mondo dei <strong>trasporti</strong> hanno proclamato uno <strong>sciopero generale</strong> di<strong> quattro ore</strong> per <strong>giovedì 1 marzo</strong>: <strong>Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti</strong> hanno inviato una comunicazione alla Commissione di Garanzia sullo sciopero, ai ministri del Lavoro e dei Trasporti ed al premier Mario Monti, per comunicare le modalità dello sciopero<em>. &#8220;La mobilitazione e lo sciopero riguarderà tutte le attività del comparto, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario, dal trasporto aereo a quello marittimo e portuale. Stop anche all&#8217;autotrasporto, alla viabilità su strade e autostrade, alla navigazione sui laghi, all&#8217;autonoleggio, al soccorso stradale ed alle funivie&#8221;</em> spiegano nella lettera le associazioni sindacali. Le<strong> gravi condizioni dei trasporti</strong> nel Paese sono la motivazione scatenante di questo sciopero, unito alla decisione del Governo di non investire nel settore dei trasporti, settore in ginocchio che avrebbe bisogno di decisi interventi.<em> &#8220;È indispensabile una politica dei trasporti adeguata alle esigenze di sviluppo e soprattutto che siano corretti interventi sbagliati che aggravano i problemi per i cittadini, per la aziende e per i lavoratori&#8221;</em> si legge nel comunicato congiunto di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Nei giorni precedenti allo sciopero, le tre organizzazioni sindacali dirameranno un comunicato per evidenziare le modalità dello sciopero nelle varie città italiane.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Fornero: &#8220;L&#8217;articolo 18? Non deve essere un tabù&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 13:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervistata nei giorni scorsi a La7, durante l&#8217;approfondimento politico &#8220;Otto e mezzo&#8221;, il ministro del Welfare, Elsa Fornero ha lanciato nuovi ed interessanti spunti di discussione. Si è parlato di congedo di paternità, che il ministro vorrebbe rendere obbligatorio, ma chiaramente la notizia più importante ed attesa era quella relativa alla riforma del lavoro. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/fornero.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5414" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/fornero.jpg" alt="" width="250" /></a>Intervistata nei giorni scorsi a La7, durante l&#8217;approfondimento politico &#8220;Otto e mezzo&#8221;, il <strong>ministro del Welfare,</strong> <strong>Elsa Fornero</strong> ha lanciato nuovi ed interessanti spunti di discussione. Si è parlato di <strong>congedo di paternità,</strong> che il ministro vorrebbe rendere obbligatorio, ma chiaramente la notizia più importante ed attesa era quella relativa alla riforma del lavoro. Il Governo &#8211; secondo quanto dichiarato dalla Fornero &#8211; dovrebbe varare la <strong>nuova riforma del lavoro</strong> probabilmente per fine marzo. Prima di quella data, ci sarà un importante confronto con le parti sociali, che dovrà fornire risultati interessanti in termini di dialogo, dato che metterà di fronte non solo le parti sociali ma anche le imprese. Altro punto importante della lunga intervista con la ministro Fornero è stato l&#8217;<strong>articolo 18</strong>. &#8220;<em>L&#8217;articolo 18 non è preminente, ma non deve essere un tabù. Ci sono almeno tre modi di affrontarlo, e su due ho motivo di credere che i sindacati siano disposti a dialogare&#8221;</em> conferma la ministro, che poi lancia delle interessanti proposte. <em>&#8220;Si potrebbe cercare di intervenire con una qualche norma che regoli in maniera diversa le cause di lavoro&#8221; chiarisce il ministro. Sul possibile detassamento alle imprese, la Fornero spiega che per detassare bisogna ridurre ancora la spesa pubblica&#8221;.</em></p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Istat, continua a crescere la disoccupazione: a dicembre tocca quota 8.9%</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua senza sosta l&#8217;incedere dell&#8217;aumento della disoccupazione in Italia: l&#8217;Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati sul tasso di disoccupazione in Italia e i dati non sono per nulla positivi. Continua a crescere la disoccupazione: a dicembre il tasso si attesta all&#8217;8.9%, con un rialzo del +0.1% rispetto al mese di novembre. Prendendo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/giovani-lavoro3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5408" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/giovani-lavoro3.jpg" alt="" width="250" /></a>Continua senza sosta l&#8217;incedere dell&#8217;<strong>aumento</strong> della <strong>disoccupazione</strong> in <strong>Italia</strong>: l&#8217;Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso i dati sul tasso di <strong>disoccupazione in Italia</strong> e i dati non sono per nulla positivi. Continua a crescere la disoccupazione: a dicembre il tasso si attesta all&#8217;<strong>8.9%,</strong> con un rialzo del +0.1% rispetto al mese di novembre. Prendendo in esame il dato di dicembre 2010, ci si accorge come la crescita della disoccupazione in un anno, sia quasi di un punto percentuale: +0.8% rispetto al dicembre del 2010. Preoccupa sempre di più il tasso di <strong>disoccupazione giovanile,</strong> in Italia <strong>un giovane su tre</strong> continua a non avere un lavoro, secondo le stime provvisorie dell&#8217;Istat. Se in Italia la situazione è davvero preoccupante, non si può dire altrettanto della Germania: infatti il tasso di disoccupazione tedesco è ai minimi storici ed a gennaio ha fatto segnare una flessione di 34mila unità. Il valore del rapporto fra persone in cerca di lavoro e forza lavoro è infatti scenso al 6.7%, minimo storico tedesco. La Germania sembra essere l&#8217;unica isola felice: infatti il dato che arriva dall&#8217;Unione Europea non è per nulla incoraggiante. Il tasso di disoccupazione nei paesi dell&#8217;Euro è il massimo storico da quando è stata introdotta la moneta unica europea: il valore si attesta al 10.4%, il tasso di disoccupazione scende al 9.9% prendendo in esame tutti i paesi dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Monti: &#8220;Giovani? L&#8217;idea di un posto fisso per tutta la vita è monotona&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dichiarazioni che faranno sicuramente discutere quelle del premier Mario Monti, intervenuto ieri in serata a Mediaset, prima al Tg5 e poi nella trasmissione in seconda serata Matrix. Il premier si è lasciato sfuggire una frase che non ha fatto piacere a molti, in particolare ai tanti giovani. &#8220;L&#8217;idea di un posto fisso per tutta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/monti-mario3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5345" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/monti-mario3.jpg" alt="" width="250" /></a>Dichiarazioni che faranno sicuramente discutere quelle del premier <strong>Mario Monti,</strong> intervenuto ieri in serata a Mediaset, prima al Tg5 e poi nella trasmissione in seconda serata <strong>Matrix</strong>. Il premier si è lasciato sfuggire una frase che non ha fatto piacere a molti, in particolare ai tanti giovani. <em>&#8220;L&#8217;idea di un <strong>posto fisso</strong> per tutta la vita? Che <strong>monotonia</strong>&#8220;</em> dichiara Monti, quasi ricalcando un infelice passaggio di una intervista dello scomparso ex ministro dell&#8217;Economia Padoa Schioppa, che qualche anno fa (era il 2007) parlò di <em>giovani italiani bamboccioni</em>, per coloro che non erano autonomi e vivevano ancora in casa con i genitori. Ma l&#8217;intervento di <strong>Monti</strong> non si è concentrato solo su questa frase, ma è andato ovviamente oltre. Primo punto importante è quello dello <strong>spread</strong>, la differenza che c&#8217;è fra i <strong>Bund tedeschi</strong> ed i <strong>titoli di stato italiani</strong>.<em> &#8220;Lo spread deve scendere ancora e scenderà, dobbiamo aspettarci che la tendenza sarà decrescente: dai massimi di novembre siamo già a 200 punti in meno&#8221;</em> spiega Monti, che poi passa ad un nuovo argomento, difendendo il decreto liberalizzazioni, anche se il premier lo definisce un decreto sulla concorrenza. Sui malumori della politica italiana, in particolar modo da parte del Pdl, nonostante il confermato appoggio ricevuto da <strong>Silvio Berlusconi,</strong> Monti è chiaro. <em>&#8220;Trovo che i malumori siano normali da una parte politica che non è più al governo ma trovo che l&#8217;appoggio di Berlusconi sia fondamentale, è particolarmente significativo anche perché dà un senso di continuità&#8221;.</em> Al termine della lunga intervista, Monti ha confermato come non ci siano possibilità di una sua candidatura alle prossime elezioni.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Van Rompuy: &#8220;Servono misure per creare posti di lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi si terrà un importante summit fra i leader europei, insieme ai membri delle principali istituzioni europee. A lanciare un importante segnale, in vista del meeting di oggi, è il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy. Infatti Van Rompuy ha messo l&#8217;acccento su un tema molto importante, quello della disoccupazione giovanile, spiegando che questo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/van-rompuy1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5385" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/van-rompuy1.jpg" alt="" width="250" /></a>Oggi si terrà un importante <strong>summit</strong> fra i leader europei, insieme ai membri delle principali istituzioni europee. A lanciare un importante segnale, in vista del meeting di oggi, è il presidente del consiglio europeo <strong>Herman Van Rompuy</strong>. Infatti Van Rompuy ha messo l&#8217;acccento su un tema molto importante, quello della <strong>disoccupazione giovanile,</strong> spiegando che questo, insieme al mercato unico e ai problemi delle imprese, è il vero nodo da risolvere per una piena ripresa dell&#8217;<strong>economia europea</strong>. <em>&#8220;Nella situazione attuale dobbiamo andare avanti con il consolidamento dei conti, che non è solo necessario in sè ma anche una condizione per tornare alla crescita. C&#8217;è l&#8217;esigenza di prendere misure soprattutto per creare posti di lavoro&#8221;</em> spiega il presidente del consiglio europeo. Anche il presidente della Commissione europea, Josè Barroso, ha promesso che approfondirà questo tema, ponendolo al centro del suo discorso di introduzione al meeting.<em> &#8220;La mia idea è quella di tenere un dibattito per permetterci di condividere le esperienze sui diversi percorsi per promuovere crescita ed occupazione&#8221;</em> prosegue Van Rompuy, che ha speigato come presto verrà istituito un altro importante incontro a marzo, per fornire ai Paesi membri linee di indirizzo più ampie sulle politiche economiche e per l&#8217;occupazione. Nell&#8217;occasione dell&#8217;incontro odierno, verranno affrontati anche altri temi, ma ci sarà spazio per la discussione sul<strong> fondo salva-Stati</strong> (Esm) e sul <strong>Fiscal Compact</strong> (il patto di bilancio).</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Marcegaglia: &#8220;Il salario minimo rischia di disincentivare al lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, lancia un messaggio piuttosto forte al ministro del Lavoro, Elsa Fornero: considerando tutte le &#8220;ristrutturazioni&#8221; del sistema lavorativo, è essenziale che gli ammortizzatori sociali non vengano toccati, almeno per i prossimi due anni e mezzo. &#8220;Abbiamo detto al ministro che siamo anche disponibili a ragionare su una nuova architettura, però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/emma-marcegaglia6.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5372" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/emma-marcegaglia6.jpg" alt="" width="250" /></a><strong>Emma Marcegaglia,</strong> presidente di <strong>Confindustria</strong>, lancia un messaggio piuttosto forte al <strong>ministro del Lavoro,</strong> <strong>Elsa Fornero</strong>: considerando tutte le &#8220;ristrutturazioni&#8221; del sistema lavorativo, è essenziale che gli <strong>ammortizzatori sociali</strong> non vengano toccati, almeno per i prossimi due anni e mezzo. <em>&#8220;Abbiamo detto al ministro che siamo anche disponibili a ragionare su una nuova architettura, però poi bisogna verificare bene qual è la più efficiente&#8221;</em> spiega la leader di Confindustria, che poi concentra le proprie critiche sul salario minimo. <em>&#8220;In una situazione come quella italiana il salario minimo rischia di disincentivare al lavoro. Abbiamo un tasso di occupazione troppo basso, rischiamo di avere a salario minimo 20 milioni di persone&#8221;</em> chiarisce la Marcegaglia, che poi conferma l&#8217;apertura alle organizzazioni sindacali.<em> &#8220;Siamo aperti a ragionare, con i numeri, in modo serio, non erigiamo nessuna barriera contro. Su alcuni punti mi pare che abbiamo visioni comuni, come sugli ammortizzatori e sulla flessibilità in entrata. Su altri punti vedremo. Noi vogliamo anche parlare di flessibilità in uscita, vedremo&#8221;.</em> Ed in effetti i sindacati sembrano essere realmente d&#8217;accordo su alcuni punti, sia sul salario minimo che sulla cassa integrazione, tutto ciò potrebbe favorire la modifica di queste norme. A questo punto la riforma del lavoro potrà avere un percorso più rapido ed agevole.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Liberalizzazioni, i benzinai proclamano 7 giorni di sciopero</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Luca Squeri]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo dei carburanti]]></category>
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		<category><![CDATA[sette giornate di chiusura degli impianti]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Le modalità e le date precise saranno decise dagli organi dirigenti delle due federazioni nei prossimi giorni anche alla luce dei provvedimenti che il governo assumerà nel prossimo Consiglio dei ministri ma sin d&#8217;ora sia chiaro che si tratterà di una chiusura prolungata: sette giornate di chiusura degli impianti&#8220;. E&#8217; questo l&#8217;annuncio che viene dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/scioperobenzina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5327" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/scioperobenzina.jpg" alt="" width="250" /></a><em>&#8220;Le modalità e le date precise saranno decise dagli organi dirigenti delle due federazioni nei prossimi giorni anche alla luce dei provvedimenti che il governo assumerà nel prossimo Consiglio dei ministri ma sin d&#8217;ora sia chiaro che si tratterà di una chiusura prolungata: <strong>sette giornate di chiusura degli impianti</strong>&#8220;.</em> E&#8217; questo l&#8217;annuncio che viene dato da <strong>Luca Squeri,</strong> il presidente nazionale della <strong>Figisc</strong> e <strong>Stefano Cantarelli,</strong> presidente nazionale della <strong>Anisa</strong>. Sette giorni di<strong> sciopero dei benzinai,</strong> per rispondere alle ipotesi che stanno emergendo in questi giorni per la <strong>liberalizzazione della rete dei carburanti</strong>. Un provvedimento &#8211; quello delle liberalizzazioni &#8211; che sta facendo discutere diverse categorie. <em>&#8220;La scelta di intervenire sull&#8217;esclusiva di fornitura nella rete carburanti non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor più impossibile fin da subito&#8221;</em> si legge nel resto del comunicato congiunto delle associazioni Figisc e Anisa. Inoltre c&#8217;è da affrontare uno dei principali nodi della categoria, spiegano Squeri e Cantarelli: il <strong>prezzo dei carburanti</strong>. Gli aumenti infatti sono dovuti per l&#8217;80% delle imposte del Governo, mentre l&#8217;aumento della materia prima ha inciso solo per il 20%.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Emma Marcegaglia: &#8220;Art. 18? Anomalie nel sistema italiano sulle flessibilità in uscita&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
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		<category><![CDATA[emma marcegaglia]]></category>
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		<description><![CDATA[La numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, attacca duramente l&#8217;articolo 18. Secondo la Marcegaglia infatti, il reintegro del lavoratore licenzia è una anomalia del sistema italiano. &#8220;Il reintegro esiste formalmente anche altrove in Europa, ma sostanzialmente non viene usato. In alcuni paesi viene utilizzato solo in caso di licenziamento discriminatorio, come, ad esempio, previsto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/marcegaglia13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5296" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/marcegaglia13.jpg" alt="" width="250" /></a>La numero uno di Confindustria, <strong>Emma Marcegaglia,</strong> attacca duramente l&#8217;<strong>articolo 18</strong>. Secondo la Marcegaglia infatti, il reintegro del lavoratore licenzia è una anomalia del sistema italiano.<em> &#8220;Il reintegro esiste formalmente anche altrove in Europa, ma sostanzialmente non viene usato. In alcuni paesi viene utilizzato solo in caso di licenziamento discriminatorio, come, ad esempio, previsto in Francia&#8221;</em> chiarisce la Marcegaglia, che poi racconta come è andato l&#8217;incontro col Ministro Fornero. <em>&#8220;Con il ministro abbiamo discusso i dati di questo documento. uello di oggi era un confronto, come è successo con altre parti sociali, una riflessione sulle idee. Sarebbe fondamentale arrivare a un <strong>accordo</strong> intelligente, utile sul mercato del lavoro, da parte nostra c&#8217;è la massima volontà di lasciare fuori dal tavolo ideologie, di essere molto responsabili e molto seri&#8221;</em> conclude la leader degli industriali italiani. La stessa Marcegaglia, intervistata al termine dell&#8217;incontro col ministro Fornero, torna ad approfondire la questione sull&#8217;articolo 18. <em>&#8220;Sulla <strong>flessibilità</strong> in entrata siamo in linea con gli altri Paesi dell&#8217;Unione Europea, sul tema degli ammortizzatori sociali ci sono solo alcune modifiche da fare, ma il sistema ha funzionato&#8221;</em> chiarisce, ma il suo attacco precedente non è passato inosservato, ed ha provocato la reazione un po&#8217; stizzita delle parti sociali. Sul profilo Twitter di <strong>Cgil</strong>, si legge un messaggio piuttosto polemico. <em>&#8220;Come si fa a dire che l&#8217;art. 18 è anomalia? Solo Confindustria, contro ogni evidenza, sostiene che non c&#8217;è eccesso di flessibilità in entrata. Ma per caso Confindustria ha intenzione di far fallire la trattativa con il governo?&#8221;.</em> Un messaggio molto importante e chiaro, che adombra la possibilità di far saltare il tavolo col governo.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Cgil, Susanna Camusso: &#8220;Il piano di Monti non è la ricetta giusta per uscire dalla crisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 15:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[impoverisce chi ha un reddito medio-basso]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra del Governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[nuova manovra]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una Susanna Camusso molto agguerrita quella intervistata dal Corriere della Sera: la leader di Cgil infatti non ha gradito le misure approvate nella Manovra del Governo Monti. E&#8217; in arriv dunque la prima spaccatura fra Governo e Sindacati. &#8220;La situazione era ed è grave, ma la ricetta giusta non è quella di Monti, perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/camusso-susanna5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5193" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/camusso-susanna5.jpg" alt="" width="250" /></a>E&#8217; una <strong>Susanna Camusso</strong> molto agguerrita quella intervistata dal Corriere della Sera: la leader di <strong>Cgil</strong> infatti non ha gradito le misure approvate nella <strong>Manovra del Governo Monti</strong>. E&#8217; in arriv dunque la prima spaccatura fra Governo e Sindacati. <em>&#8220;La situazione era ed è grave, ma la ricetta giusta non è quella di Monti, perchè grava sui soliti noti, chi ha un reddito Irpef dichiarato, in genere medio basso&#8221;</em> spiega la Camusso. Secondo il leader di Cgil, questa manovra <strong>impoverisce chi ha un reddito medio-basso</strong>, una categoria che solitamente non si sottrae al Fisco. Ma cosa avrebbe fatto la Camusso al posto di Monti? <em>&#8220;Avremmo introdotto forme serie di prelievo sulle grandi ricchezze e non misure così leggere che rasentano la trasparenza. Avremmo messo un sano tetto alle retribuzioni più alte e alla pluralità di incarichi pubblici e cumuli multipli tra stipendi e pensioni d&#8217;oro. E avremmo fatto cose più incisive sull&#8217;evasione, solo per fare qualche esempio&#8221;</em> risponde la Camusso. La numero uno della <strong>Cgil</strong> non smentisce le voci su possibili nuovi scioperi: in questo contesto infatti non è una soluzione da escludere, si valuterà &#8211; spiega Susanna Camusso &#8211; insieme a Cisl e Uil. Fra le ultime domande rivolte alla Camusso, c&#8217;è quella sul futuro: la leader Cgil chiede una <strong>nuova manovra,</strong> rivolta più alla <strong>crescita</strong>, dato che in questa appena approvata non ci sono segnali positivi per il mercato del lavoro e non c&#8217;è una reale spinta alla crescita di questo paese.</p>
<p>Pietro Gugliotta</p>
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