Cgia di Mestre: “23 suicidi di imprenditori da gennaio ad oggi”

Purtroppo la crisi economica che sta colpendo l’Italia, non provoca solo danni a livello lavorativo, ma anche a livello umano: sono davvero tanti, troppi, i morti in questo periodo. Sempre di più gli imprenditori, alla canna del gas, con molti debiti da pagare dopo il fallimento della propria azienda, decidono di farla finita. Dall’inizio del 2012 ad oggi, sono già 23 i suicidi degli imprenditori italiani, come spiega lo stesso Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre. Nove di questi infatti erano proprio imprenditori veneti. Ma cosa spinge gli imprenditori a compiere questo gesto estremo? “Per molti, il suicidio è visto come un gesto di ribellione contro un sistema sordo ed insensibile che non riesce a cogliere la gravità della situazione” spiega Bortolussi, che poi analizza la situazione. “Il meccanismo si sta spezzando questi suicidi sono un vero grido di allarme lanciato da chi non ce la fa piu. Le tasse, la burocrazia, la stretta creditizia e i ritardi nei pagamenti hanno creato un clima ostile che penalizza chi fa impresa” prosegue Bortolussi. Se consideriamo che una impresa su due, chiude entro i primi cinque anni di vita, possiamo capire in quali condizioni operano gli imprenditori italiani, ostacolati dalla burocrazia, da tasse sempre più pesanti e da una costante mancanza di liquidi.

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