Cgia di Mestre e Coldiretti: “Nel 2011 record di fallimenti in Italia”

Il 2011 è stato un anno durissimo per gli imprenditori italiani: sono stati sempre di più coloro i quali hanno portato i libri in tribunale. Fallimenti record per il nostro paese, sia per gli artigiani che per l’agricoltura, come spiegano la Cgia di Mestre e la Coldiretti. A perdere il posto di lavoro, secondo la Cgia di Mestre, sono stati almeno 50mila lavoratori, a seguito della chiusura di tantissime aziende. Il 2011 ha visto la chiusura di 11.615 imprese: la regione col maggior numero di chiusure è la Lombardia, con 2.613 aziende fallite, seguita da Lazio, Veneto e Campania, abbondantemente sopra le mille aziende fallite nel 2011. “La stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna sono le principali cause che hanno costretto molti piccoli a portare i libri in Tribunale” spiega il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi. “Bisogna intervenire subito e dare una risposta emergenziale a questa situazione che rischia di esplodere. La sequenza di suicidi e di tentativi di suicidio avvenuta tra i piccoli imprenditori in questi ultimi mesi, solo in questa settimana, due artigiani, a Bologna e a Novara, hanno tentato di farla finita per ragioni economiche” afferma Bortolussi. E non va meglio nel settore agricolo, dove sono state chiuse 50.000 aziende agricole, che – oltre ai problemi già riscontrati dagli artigiani – pagano una situazione metereologica molto negativa.

Pietro Gugliotta

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