Cgia di Mestre: “La crisi ha bruciato 15.4 miliardi di euro”

Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, ha analizzato l’andamento delle entrate tributarie in questi ultimi anni. I dati sono piuttosto negativi, come mostra lo studio della CGIA. Il bilancio parla di una perdita cumulata di 35.8 miliardi di euro negli ultimi tre anni, causati dalla disoccupazione e da una ricchezza prodotta che è andata calando sempre più. Con le nuove misure fiscali, il dato verrà rivisto al ribasso: dalla CGIA fanno sapere come si arriva poi a questo risultato. Il totale di -35,841 mld di euro è dovuto dalla somma “delle perdite di gettito di ciascun anno preso in esame, rispetto al 2007: vale a dire 4,337 mld del 2008; 18,716 mld del 2009 e i 12,788 mld stimati per il 2010”. Poi la somma è stata “pulita” – come si legge nel documento dell’associazione di Mestre – dalle misure fiscale che sono entrate in vigore nel 2007, raggiungendo dunque la somma definitiva di 32.4 miliardi di euro, dato poi ulteriormente abbassato in seguito ai provvedimenti normativi dell’ultimo triennio. “Cosicchè, dai -32,4 mld di € sono stati sottratti 20,126 mld di euro (riferiti al gettito delle misure una tantum e da quelle provenienti dalla lotta all’evasione fiscale) ed aggiunti 37,065 mld (riferiti a misure che hanno ridotto il carico fiscale). Il risultato finale ottenuto è pari a –15.461 mld di euro“. Secondo Colussi il valore aggiunto delle imprese italiane è praticamente sceso ai livelli del 2001, dunque una situazione piuttosto difficile che diventa addirittura drammatica per alcuni settori, quello manufatturiero in particolare.

Pietro Gugliotta

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