Cgil contro il Jobs Act di Renzi: “Un’altra forma di precarietà”

Camusso_SusannaIl governo Renzi è al lavoro su parecchi tavoli. Uno dei temi più importanti riguarda il mondo del lavoro, con il tanto atteso “Jobs Act“. Un provvedimento molto discusso, per i parametri che porta in dote. Come hanno spiegato dal ministero del Welfare, il datore di lavoro sarà in grado di assumere un lavoratore a tempo determinato per un tempo massimo di trentasei mesi, senza specificare la causale. C’è anche un massimo di otto rinnovi del rapporto a tempo determinato, ovviamente senza superare il massimo di trentasei mesi già discusso in precedenza. E’ stato anche introdotto un nuovo limite: solo il 20% dei contratti potrà essere a termine, ovviamente tenendo conto di alcune esigenze, come la stagionalità e il bisogno di una sostituzione. Dalla Cgil però arriva un brusco stop: Susanna Camusso, segretario Cgil, non è d’accordo con i provvedimenti del governo Renzi. “Siamo disposti a discutere di un contratto unico, ma prima bisogna abolire il decreto sul lavoro che prevede contratti a termine senza causale per tre anni. Si è fatto esattamente l’opposto di quello che lo stesso premier dichiarava: si è creata un’altra forma di precarietà” ha chiarito Susanna Camusso in una intervista al programma televisivo Matrix. La Camusso ha poi concluso evidenziando l’assenza di un rapporto con gli organi di Governo: dal punto di vista delle relazione con le parti sociali, il governo Renzi non ha mai proposto incontri per discutere dei temi relativi al mondo del lavoro.

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