Confcommercio: “L’aumento al 22% dell’Iva sarà letale per la domanda interna”

euro_euroDal prossimo primo luglio 2013, ci sarà un nuovo aumento dell’Iva. L’imposta sul valore aggiunto aumenterà dal 21% al 22% dal prossimo 1° luglio: una stangata per le famiglie italiane, già vittime di una crisi economica davvero importante. Si è calcolato che per una famiglia media, ossia composta da tre persone, l’aumento dell’Iva potrebbe comportare un salasso di 135 euro l’anno. Ma non solo le famiglie sono a rischio, l’aumento dell’Iva colpirà le aziende ed i negozi. Basti pensare – ricordano dalla Cgia di Mestre – che l’aliquota standard Iva riguarda circa il 70% dei consumi totali. “Gli aggravi saranno pesantissimi, pari 2,1 miliardi di euro nel 2013 e ben 4,2 miliardi nel 2014” spiegano dalla Cgia di Mestre. Da un lato, il governo Letta ha aiutato gli italiani, rinviando la prima rata dell’Imu, ma dall’altro mette in grossa crisi l’economia nazionale con questo aumento dell’Iva. Dall’aumento dell’Iva, ci sarà un gettito fiscale pari a 2.1 miliardi di euro, gli stessi (o quasi) che servivano a coprire l’acconto Imu della prima rata, rinviata sempre dall’esecutivo Letta. Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, l’aumento dell’Iva sarà una stangata letale, una calamità che si abbatterà sui consumi. “La domanda interna che fra investimenti e consumi, muove l’80 per cento del Pil, ora è ferma: alzare l’aliquota significa assestarle un ultimo, letale, colpo. Alle aziende in crisi serve un segnale forte è quel segnale non c’è” spiega Sangalli.

 

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