Confindustria: “La restrizione del credito alle imprese è una situazione preoccupante”

Elio Schettino, direttore dell’area fisco, finanza e welfare di Confindustria, ha parlato nel corso di una audizione alla commissione Industra del Senato, in merito al dl integrativo liberalizzazioni e consolidamento conti pubblici, che comprende fra gli altri, alcuni provvedimenti sulle commissioni bancarie. Schettino ha parlato di un problema piuttosto importante, quello della restrizione del credito alle aziende italiane. “Per le imprese è in atto un preoccupante fenomeno di restrizione del credito sia in termini di quantità erogata che di costi applicati” ha esordito Schettino, che ha poi aggiunto che il credit crunch “resta un problema di trasparenza e comparabilità delle commissioni, può incidere in modo significativo sul costo finale del credito”. Proprio la stretta del credito potrebbe portare evidenti problemi alle aziende italiane, dato che metterebbe un freno all’attività imprenditoriale italiana, ostacolando la competività che una azienda italiana può avere rispetto ad imprese estere, in particolare, Schettino fa riferimento alle imprese tedesche, che hanno al momento condizioni creditizie molto più favorevoli. Ciò è dovuto alle migliori condizioni del debito pubblico tedesco, rispetto a quello italiano. “Nonostante i recenti miglioramenti per le banche derivanti dall’abbassamento dello spread sui titoli di Stato italiano e dall’immissione di liquidità da parte della Bce, resta il timore che il credit crunch proseguirà nei prossimi mesi. Ad essere più penalizzate sono le piccole e medie imprese italiane che fanno maggiormente ricorso al credito bancario e hanno minore potere contrattuale rispetto alle banche” ha poi concluso il direttore dell’area fisco, finanza e welfare di Confindustria, Elio Schettino.

Pietro Gugliotta

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