Confindustria, Squinzi attacca il Governo: “La riforma del lavoro non va bene”

Esordio ufficiale nella sua prima uscita da presidente di Confindustria per Giorgio Squinzi. Il primo discorso di Squinzi è stato molto duro nei confronti del Governo, attaccato su più fronti: dall’esagerata tassazione alle imprese, ai problemi della riforma del lavoro, passando anche per una critica alla revisione della spesa. Tanti temi importanti quelli trattati da Squinzi, che ha voluto subito dare una impronta al suo mandato da presidente di Confindustria, forse nel momento più difficile per l’economia italiana. Il primo punto toccato è quello del mercato del lavoro. “La riforma del mercato del lavoro appare meno utile alla competitività del Paese e delle imprese di quanto avremmo voluto. Siamo assolutamente contrari a ogni imposizione per legge di forme di cogestione e codecisione” spiega il neo presidente di Confindustria, che poi passa ad un altro tema caldo, quello delle tasse. “Il fisco è in Italia una zavorra intollerabile che si aggiunge ad altre zavorre” afferma Squinzi, che poi snocciola alcuni dati: in Italia la pressione fiscale reale raggiunge il 68.5%, contro i valori molto più bassi di altre nazioni, come il 37.3% del Regno Unito oppure il 46.7% della Germania, giusto per citare due esempi. Ma Squinzi attacca il Governo su un capitolo molto delicato, quello della spending review: secondo il numero uno di Confindustria, “occorre un impegno serio, determinato, continuo per ridurre la spesa pubblica. Non possiamo accontentarci di una spending review che sia solo una bella analisi dei tagli possibili. Servono tagli veri”. Chiusura importante, sul tema della crescita in Italia e sulla disoccupazione giovanile: Squinzi chiede maggiore credito alle imprese, un credito che possa aiutare a crescere e possa servire per dare lavoro ai più giovani.

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