Corruzione, Squinzi: “Chi corrompe fuori da Confindustria”

squinziE’ dura la presa di posizione del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: il numero uno degli imprenditori, è intervenuto durante una riunione dell’Assolombarda, a Milano, parlando della recente inchiesta sul Mose di Venezia. Proprio in questa inchiesta, così come in quella relativa all’Expo 2015, sono emerse delle situazioni poco chiare, in particolare dei tentativi – andati a buon fine – di corruzione fra imprenditori e istituzioni o politici locali. Squinzi ha attaccato gli imprenditori scorretti: chi si macchia del reato di corruzione, deve uscire da Confindustria. “Non ci interessa sapere se gli imprenditori che corrompono lo fanno perchè obbligati o per vero e proprio spirito doloso: essi non possono stare tra noi, questo deve essere chiaro” ha dichiarato il numero uno di Confindustria. Ma Squinzi ha analizzato il fenomeno della corruzione più in generale: secondo il presidente di Confindustria, una delle cause della diffusione della corruzione è la presenza di una burocrazia troppo lenta. “Bisogna ridurre seriamente i costi di funzionamento della burocrazia: proprio la burocrazia fa prosperare la corruzione, l’evasione e il malaffare” aggiunge Squinzi. Sempre in occasione dell’incontro organizzato da Assolombarda, anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, tende una mano agli imprenditori corretti, proponendo un accordo fra imprese e governo, che possa basarsi su legalità e prevenzione.

 

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