Crisi economica: soffrono le imprese e i professionisti

Nel primo trimestre 2010 la recessione non ha allentato la presa: ne fanno le spese i professionisti e le imprese. I dati parlano chiaro, se l’anno scorso i fallimenti erano stati poco piu di 11.400, nei soli primi mesi del 2010 ci sono stati oltre tremila fallimenti. Un vero e proprio periodo nero per tutte le aziende. Analizzando i dati, si scopre come nel 2007, a portare i libri in tribunale erano state oltre 7500 aziende, un anno dopo hanno superato le novemila unità. Sempre in crescita, questo dato negativo: infatti come appena scritto, il 2009 ha portato la chiusura di 11.477 aziende, con un aumento netto del 26,6% rispetto all’anno prima. I dati – elaborati ed esposti da Unioncamere – registrano già da un paio d’anni l’accelerazione delle procedure fallimentari. Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, prova a gettare acqua sul fuoco: “Il fallimento è traumatico nella vita di un’impresa, ma la crisi non ha innescato “patologie” nel corpo dell’imprenditoria. L’entità del fenomeno riguarda una quota molto piccola delle imprese, e anche nel 2009 siamo rimasti al disotto del due per mille rispetto al totale delle imprese”.

Ma la crisi non tocca solo le imprese, anche i professionisti! Anche la loro figura non è stata immune alla recessione. La crisi ha portato quasi 300.mila professionisti a rischiare la chiusura, e chi soffre di più sono i giovani e le donne. La crisi tocca più di 2 milioni di lavoratori, la metà lavora per conto proprio, mentre il resto è impiegato con alcuni diversi tipi di contratti, come quelli indeterminato, a progetto, determinato e tanti altri tipi di collaborazione.

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