Crisi, l’Eurozona ha speso 91 miliardi di euro in due anni

Il conto salato prima o poi arriva: 91 miliardi di euro. Tanto è stato speso dai paesi dell’Eurozona per cercare di risollevarsi dalla crisi: una crisi così nera che poteva portare i paesi europei ad una recessione a livelli altissimi, un po’ come quella che si è vissuta dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lo sforzo economico dei paesi c’è stato, basti pensare che l’onere principale della crisi, è stato assunto da tre soli paesi: Italia, Francia e Germania. I Paesi fuori dall’Eurozona non sono intervenuti, così lo sforzo è ricaduto principalmente sui tre paesi appena citati. E così la Germania ha pagato oltre 27 miliardi di euro in due anni, di cui 20 solo nello scorso anno, con un impatto sul Pil pari allo 0.8%; non è andata meglio alla Francia: Parigi ha tirato fuori 14.9 miliardi di euro, con lo 0.7% del Pil, mentre 4.4 miliardi di euro furono tirati fuori lo scorso anno. Cifre importanti anche per l’Italia, che nel 2011 ha prestato 13.1 miliardi di euro, mentre nel 2010 erano stati solo 3.9 miliardi. Anche per l’Italia l’esborso è stato pari allo 0.8% del Pil. Ma in termini percentuali, è la piccola Malta ad aver fatto il massimo: 1% del Pil, con 66 milioni di euro tirati fuori in due anni, seguita dalla Slovenia con lo 0.9%, con 325 milioni di euro. Le nazioni in difficoltà ovviamente non hanno partecipato: è il caso della Grecia, esentata da questo prestito. Discorso diverso per l’Irlanda, che nonostante la crisi, ha ricevuto uno sconto notevole, pagando 347 milioni di euro sia nel 2010 che nel 2011, pari allo 0.2% del Pil irlandese.

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