Danimarca e Italia sono i paesi europei dove la benzina costa di più

Ancora brutte notizie per gli automobilisti, che si ritrovano a fare i conti con il solito problema del prezzo della benzina. Sono tre le compagnie che hanno ritoccato i prezzi al rialzo, e stiamo parlando di Shell che ha aumentato di 0,5 centesimi il prezzo di benzina e gasolio, la Tamoil ha fatto un ritocco di 1,1 cent e 1 cent, mentre la Total ha aumentato entrambi i prezzi di 1,3 centesimi. L’Agip in controtendenza, ha voluto far notare che i suoi prezzi, 1,409 euro al litro sulla benzina e 1,236 sul gasolio, sono fermi da tre settimane.

A rimetterci in ogni caso è sempre l’utente, che secondo gli ultimi dati forniti dall’UE mette l’Italia al secondo posto nella graduatoria dei paesi più cari, dietro la Danimarca, che in termini di prezzo al litro sulla benzina al netto delle tasse supera il Belpaese. I numeri parlano chiaro, 0,56 euro l’Italia, e 0,57 i danesi. A seguire Spagna 0,54 e Francia 0,51. Le differenze non sono cospicue, dunque si può benissimo parlare di un problema europeo.

L’immobilismo dell’Agip a livello di prezzi è visto con molto scetticismo, e viene accostato ad una mossa politica dettata dall’azionista, tesa a frenare la corsa al rialzo. Altri invece la vedono come una pura strategia per conquistare quote di mercato. Ma la verità è che la natura di grosso produttore di Agip, gli permette senza grossi problemi di affrontare tali politiche commerciali. Come contenere il prezzo del carburante? Tante le proposte, tra le quali la rilevazione delle accise regionali, oltre a quelle statali, che in regioni come Campania e Liguria, rendono il pieno ancora più esoso.

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