Dopo un 2015 positivo per l’occupazione, il 2016 si apre con un dimezzamento

Molte persone, non solo gente comune ma anche esperti, sostenevano che la positività dei dati sull’occupazione non erano da attribuire alla sostanziale abolizione dell’art.18 ma agli incentivi economici. Costoro avevano rinviato al 2016 la conferma del loro pensiero, quando gli incentivi sarebbero decaduti. Per anni ci hanno fatto credere che per aumentare l’occupazione bisognava dare più libertà di licenziamento alle imprese, finché sono riusciti a rimangiarsi, governi di centro sinistra, n.d.r., le conquiste di diritti ottenute dai lavoratori con tanti sacrifici.

Tanti dicevano che il problema non era quello, tacciati di disfattismo e incompetenza e oggi, abbiamo la prova: la libertà di licenziare rimane, gli incentivi sono decaduti a fine dicembre, a gennaio si sono dimezzate le assunzioni a tempo indeterminato. Alla fine, a cosa è servito il Job Act se non a fare qualche regalo alle imprese sulle spalle dei lavoratori? E l’Italia è sempre più un Paese di precari, dal presente difficile e il futuro incerto.

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