Draghi: “Crisi Ungheria? Banche italiane non rischiano”

Da Busan, in Corea del Sud, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante il vertice del G20, ha spiegato che il sistema bancario italiano non corre rischi sull’onda della crisi in Ungheria. “Le banche italiane sono adeguatamente capitalizzate. Hanno un modello tradizionale di business e di gestione del rischio che le mette al riparo e, fra i diversi fattori di forza, possono contare sulla supervisione. Le banche italiane non corrono rischi sistemici dalla crisi in Ungheria, ma per combattere la speculazione e le turbolenze dei mercati che tornano ad affliggere la ripresa occorre la massima determinazione nel portare avanti la riforma del sistema finanziario attraverso un’azione combinata di rigore, sanzioni e trasparenza. la lotta alla speculazione non si vince in un giorno, io non ho la bacchetta magica per risolvere di un colpo i problemi magari con una regola unica e risolutrice” spiegha scherzando il numero uno di BankItalia, che poi ha spostato l’attenzione sulla riforma del sistema bancario.
“La questione cruciale è avviare la messa in opera in quella data, poi decideremo quali siano i tempi più appropriati sulla transizione. Alcune parti della riforma possono essere attuate rapidamente. Altri aspetti della riforma richiederanno più tempo, come la definizione di cosa siano i capitali, perché serve una formula condivisa a livello globale”. Ma è chiaro che ogni Paese deve fare il suo, o meglio, deve fare quel che può: è questo il concetto di Draghi. “I paesi in grave difficoltà di bilancio devono accelerare il ritmo del risanamento. A seconda delle loro capacità, i Paesi devono aumentare la loro fonti nazionali di crescita, preservando la stabilità macroeconomica”.

Pietro Gugliotta

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