Draghi: “La situazione è preoccupante: bisogna stabilizzare i precari”

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, parla delle difficoltà dell’economia italiana, che ovviamente si ripercuotono sull’occupazione e la creazione di reddito. “Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari si hanno effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità” ha spiegato Draghi al convegno della facoltà di Economia dell’università Politecnica della Marche, dedicato all’economista Giorgio Fuà. Uno dei problemi principali però resta l’occupazione irregolare: “nel nostro Paese rimane diffusa l’occupazione irregolare stimata dall’Istat in circa il 12 per cento del totale dell’unità di lavoro”, tutto ciò danneggia i giovani. Ma a turbare l’economia è sopratutto il deludente andamento della produttività. “La stagnazione nel decennio precedente la crisi, è stata uniformemente diffusa sul territorio, è un problema del Paese. L’Italia mostra una evidente perdita di competitività rispetto ai partner europei. Secondo le stime del Fmi la quota dell’area dell’Euro nel pil mondiale calerà, la nostra economia ne risentirà più di altre dato che manifesta da anni una incapacità a crescere a tassi sostenuti; l’ultima recessione ha fatto diminuire il pil italiano di quasi 7 punti. Abbiamo subito un’evidente perdita di competitività rispetto ai principali partner europei”.
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, si è detta sostanzialmente d’accordo col pensiero di Draghi, spiegando come il governatore di Bankitalia abbia centrato i veri problemi del Paese. Secondo la Camusso, le due priorità lavorative del Paese sono quelle di stabilizzare i precari e regolarizzare l’occupazione attualmente in nero.

Pietro Gugliotta

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