È battaglia per la gestione dell’Oro Blu

acqua-oro-bluAmbita quanto preziosa, e non a caso è chiamata spesso “Oro Blu”, oggi l’acqua risulta essere una risorsa scarsa a causa di diversi fattori, quali inquinamento, incremento demografico, e soprattutto spreco. Certamente un problema mondiale, ed in questi giorni è proprio la gestione delle risorse idriche ad essere oggetto di discussioni nel Parlamento Italiano. L’orientamento del governo è quello di far approvare un decreto legge riguardante la privatizzazione della gestione dell’acqua. Si vuole in pratica affidare il servizio idrico a privati tramite gare pubbliche o in via straordinaria senza gare, ma con il parere dell’Antitrust.

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Ambientalisti e associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Già scontenti per gli aumenti delle tariffe, che tra il 2002 e il 2008 sono aumentate del 30%, e per il peggioramento della qualità del servizio, che ha conosciuto un brusco calo degli investimenti nel settore negli ultimi tempi. Per i consumatori l’acqua è un diritto umano e il servizio idrico non è un servizio pubblico di rilevanza economica, e vedono di cattivo occhio una gestione privata mirante agli utili anziché al benessere collettivo.

Il mondo politico sul tema si divide, il PDL insiste per l’approvazione, l’Italia dei Valori promette battaglia, il FIME (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua) è sceso già in piazza, manifestando Giovedì scorso davanti a Montecitorio. La paura di prezzi più alti senza la garanzia di investimenti incisivi sulla rete idrica sembra essere motivata da alcune realtà del sud, come la Sicilia, in cui già operano Società a partecipazione privata, e la rete idrica è allo sfascio, mentre Agrigento, con 445 euro di bolletta media, è la più salata d’Italia.

Giuseppe Raso

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