<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Economia e Finanza - News finanziarie</title>
	<atom:link href="http://www.economiafinanza.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.economiafinanza.net</link>
	<description>News dal mondo della finanza</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Mar 2010 15:01:41 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Money-sharing su Facebook: condivisione di piccole somme di denaro tra amici</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/money-sharing-su-facebook-condivisione-di-piccole-somme-di-denaro-tra-amici/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/money-sharing-su-facebook-condivisione-di-piccole-somme-di-denaro-tra-amici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rumors e News]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti online]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=656</guid>
		<description><![CDATA[Il money-sharing arriva su Facebook. Sul famoso social network in genere ci si scambia foto e video, e ora anche il denaro. L’idea era nell’aria da tempo e già circolavano crediti per giocare con le applicazioni. Questa settimana è stata lanciata Buxter, un’applicazione con la quale i vari iscritti possono inviare somme di denaro minime, fino ad un massimo di 50 euro. Le commissioni variano a seconda del tipo di valuta utilizzata, 1,9% per i versamenti in euro o in dollari, 5% per altre monete.

L’applicazione è stata lanciata dalla società ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/moneysharing.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-657" title="moneysharing" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/moneysharing.jpg" alt="" width="220" /></a>Il <strong>money-sharing</strong> arriva su <strong>Facebook</strong>. Sul famoso social network in genere ci si scambia foto e video, e ora anche il <strong>denaro</strong>. L’idea era nell’aria da tempo e già circolavano crediti per giocare con le applicazioni. Questa settimana è stata lanciata <strong>Buxter</strong>, un’applicazione con la quale i vari iscritti possono inviare somme di denaro minime, fino ad un massimo di 50 euro. Le <strong>commissioni</strong> variano a seconda del tipo di valuta utilizzata, 1,9% per i versamenti in <strong>euro </strong>o in <strong>dollari</strong>, 5% per altre monete.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">L’applicazione è stata lanciata dalla società di Londra <strong>Click&amp;Buy</strong>, specializzata in <strong>pagamenti</strong> <strong>online</strong>. Le commissioni sono in ogni caso richieste quando si esce dal <strong>circuito Buxter</strong>, ad esempio con un versamento sul <strong>conto corrente bancario</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa condivisione online di piccoli quantitativi di denaro sembra la soluzione ideale per dividersi il conto di una cena tra amici, e risulta completamente inadatta per grosse spese. Dunque una funzionalità parecchio limitata, ma che risulta il preludio di una grande rivoluzione. Infatti, molto probabilmente anche <strong>Facebook</strong> entrerà con prepotenza nel business dei pagamenti online, forte di un bacino di utenza che conta milioni di connessioni al giorno. La società ha annunciato proprio la scorsa settimana l’intenzione di potenziare la sua <strong>moneta virtuale</strong>. A lanciare Facebook nel nuovo giro d’affari è proprio il crescente utilizzo dei cellulari per connettersi alla rete <strong>internet</strong>, che presto ci porterà ad effettuare la maggior parte dei pagamenti proprio tramite il telefonino.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/money-sharing-su-facebook-condivisione-di-piccole-somme-di-denaro-tra-amici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Affitti: il 40% dei contratti sfugge al fisco</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/affitti-il-40-dei-contratti-sfugge-al-fisco/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/affitti-il-40-dei-contratti-sfugge-al-fisco/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rumors e News]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=653</guid>
		<description><![CDATA[Gran parte degli affitti in Italia è in nero come scoperto da molte inchieste giornalistiche, che hanno dimostrato come case di proprietà di Italiani vengano affittate con canoni altissimi ad extracomunitari clandestini, studenti, lavoratori in trasferta e famiglie meno abbienti, il tutto senza lasciare traccia contabile. Un’evasione fiscale che oltre a far danno all’economia del paese, va a colpire quelle categorie di persone più deboli.

Per il Sunia, il sindacato inquilini, l’evasione fiscale in ambito immobiliare riguarderebbe oltre un milione e mezzo di case. Per ciò che concerne i dati della ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/affitti_studenti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-654" title="affitti_studenti" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/affitti_studenti.jpg" alt="" width="220" /></a>Gran parte degli <strong>affitti</strong> in <strong>Italia</strong> è in nero come scoperto da molte inchieste giornalistiche, che hanno dimostrato come case di proprietà di Italiani vengano affittate con canoni altissimi ad <strong>extracomunitari clandestini</strong>, <strong>studenti</strong>, <strong>lavoratori in trasferta</strong> e <strong>famiglie meno abbienti</strong>, il tutto senza lasciare traccia contabile. Un’<strong>evasione</strong> <strong>fiscale </strong>che oltre a far danno all’economia del paese, va a colpire quelle categorie di persone più deboli.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Per il <strong>Sunia</strong>, il sindacato inquilini, l’evasione fiscale in ambito immobiliare riguarderebbe oltre un milione e mezzo di case. Per ciò che concerne i dati della <strong>Guardia di Finanza</strong>, circa i controlli svolti lo scorso anno, è emerso che su 2.639 verifiche l’evasione fiscale complessiva ammonterebbe a circa 18 milioni di euro, di cui 13 milioni riguardanti gli affitti. Numeri che danno un’idea precisa della grandezza del fenomeno, che non riguarda soltanto i <strong>contratti di locazione</strong> ma anche i <strong>contratti di compravendita immobiliare</strong>. L’evasione totale accertata per questi ultimi ammonterebbe a 5,4 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi del Sunia fotografano dunque una situazione ben precisa, il 40% dei contratti sfugge al fisco, generando una voragine importante nei conti statali. Le città che guidano la speciale graduatoria degli affitti in nero sono: <strong>Milano</strong>, <strong>Genova</strong>, <strong>Roma</strong>, Vicenza, Napoli, Salerno e Torino. In queste città il fenomeno assume proporzioni gigantesche nei centri, dove è cospicua la presenza di extra-comunitari e studenti, le due categorie che subiscono maggiormente questa situazione, che per necessità sono costretti a firmare contratti palesemente irregolari, con affitti sproporzionati e diritti e garanzie quasi inesistenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/affitti-il-40-dei-contratti-sfugge-al-fisco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiat: sono già 16 le manifestazioni d’interesse per Termini Imerese</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/fiat-sono-gia-16-le-manifestazioni-d%e2%80%99interesse-per-termini-imerese/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/fiat-sono-gia-16-le-manifestazioni-d%e2%80%99interesse-per-termini-imerese/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 07:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[invitalia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[termini imerese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=651</guid>
		<description><![CDATA[Sono già 16 le manifestazioni d’interesse per lo Stabilimento Fiat di Termini Imerese, che entro il 2011 cesserà la produzione di auto. Di queste 16 manifestazioni, 7 riguardano il settore automotive. Per la fine di marzo comunque, il ministero dello Sviluppo economico indirà un bando di gara internazionale per lo stabilimento Siciliano. Successivamente sarà necessario fare un’attenta selezione  delle offerte più “affidabili” e concrete, anche se in realtà una prima selezione c’è stata da parte di Invitalia, l’advisor incaricato dal ministero, che ha già scartato qualche offerta.

In ogni caso è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/stabilimenti-fiat.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-354" title="stabilimenti-fiat" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/stabilimenti-fiat.jpg" alt="" width="220" /></a>Sono già 16 le manifestazioni d’interesse per lo Stabilimento <strong>Fiat</strong> di <strong>Termini Imerese</strong>, che entro il 2011 cesserà la produzione di <strong>auto</strong>. Di queste 16 manifestazioni, 7 riguardano il <strong>settore automotive</strong>. Per la fine di marzo comunque, il <strong>ministero dello Sviluppo economico</strong> indirà un bando di gara internazionale per lo stabilimento Siciliano. Successivamente sarà necessario fare un’attenta selezione  delle offerte più “affidabili” e concrete, anche se in realtà una prima selezione c’è stata da parte di <strong>Invitalia</strong>, l’advisor incaricato dal ministero, che ha già scartato qualche offerta.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso è stato confermato un impegno pubblico per il polo siciliano, con uno stanziamento di 350 milioni di euro da parte della <strong>regione Sicilia</strong>, e altri 100 milioni da parte del ministero dello Sviluppo economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alle proposte in sede di valutazione da parte di Invitalia, per 7 proposte è stata richiesta un’integrazione di documenti. Delle 16 manifestazioni arrivate, 7 riguardano l’automotive, 4 il settore <strong>ricerca</strong>, 3 il <strong>settore manifatturiero</strong>, una il <strong>settore comunicazione</strong> e una il ramo <strong>energia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>sindacati</strong> sono risultati molto perplessi sull’ottenimento di ulteriori offerte tramite la pubblicazione del <strong>bando internazionale</strong>, e sono uniti sul fatto che occorrerà tenere conto del <strong>piano industriale</strong> che la Fiat presenterà il 21 aprile. In merito alle offerte valutate, sempre i sindacati, sono fermamente convinti che le manifestazioni d’interesse realmente concrete siano soltanto nove. Intanto per il 18 marzo la segreteria unitaria di <strong>Fiom</strong>, <strong>Fim</strong> e <strong>Uil</strong> si riunirà per fare un punto sulla situazione e per decidere su possibili <strong>mobilitazioni</strong>. <strong>Bruno Vita</strong>, segretario nazionale della Fim, ha dichiarato: “&#8221;Il 18 marzo decideremo sulle possibili mobilitazioni, anche se e&#8217; difficile che siano uno sciopero perché i lavoratori sono in cassa integrazione&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/fiat-sono-gia-16-le-manifestazioni-d%e2%80%99interesse-per-termini-imerese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Unioncamere: “gli Italiani sono tornati a fare acquisti al supermercato”</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/unioncamere-%e2%80%9cgli-italiani-sono-tornati-a-fare-acquisti-al-supermercato%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/unioncamere-%e2%80%9cgli-italiani-sono-tornati-a-fare-acquisti-al-supermercato%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Rumors e News]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[supermercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=649</guid>
		<description><![CDATA[Dall’ultimo bollettino di Unioncamere, riguardante le dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato, è emerso un nuovo quadro generale. Gli Italiani infatti, nell’ultimo bimestre del 2009, sono tornati a fare spesa nei supermercati facendo sempre più attenzione ai prezzi e alla qualità, puntando dunque su acquisti più oculati, e prodotti in promozione. In netto calo l’acquisto dei surgelati, i cui prezzi segnano un incremento, che non piace affatto ai consumatori. In aumento invece i prodotti di ampio uso, tipo pasta e olio.

L’ultimo bimestre dello scorso anno ha fatto segnare un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/supermercato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-634" title="supermercato" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/supermercato.jpg" alt="" width="220" /></a>Dall’ultimo bollettino di <strong>Unioncamere</strong>, riguardante le dinamiche dei prodotti del <strong>Largo Consumo</strong> <strong>Confezionato</strong>, è emerso un nuovo quadro generale. Gli Italiani infatti, nell’ultimo bimestre del 2009, sono tornati a fare <strong>spesa</strong> nei <strong>supermercati</strong> facendo sempre più attenzione ai <strong>prezzi</strong> e alla qualità, puntando dunque su acquisti più oculati, e <strong>prodotti in promozione</strong>. In netto calo l’acquisto dei <strong>surgelati</strong>, i cui prezzi segnano un incremento, che non piace affatto ai <strong>consumatori</strong>. In aumento invece i prodotti di ampio uso, tipo pasta e olio.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo bimestre dello scorso anno ha fatto segnare un incremento del 2,2% sui volumi di vendita, proseguendo così il trend di crescita cominciato nel bimestre passato. Il tutto è dovuto ad una politica di <strong>contenimento prezzi</strong>, che le <strong>imprese Gdo</strong> hanno assicurato per tutta la seconda metà del 2009. Non solo i consumatori hanno beneficiato della riduzione prezzi, ma anche i <strong>fatturati</strong>, che hanno registrato un + 1,2%.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello regionale si può notare che il Sud ha fatto segnare una riduzione media del fatturato dello 0,8%. È la Campania la regione con il più marcato decremento, -4,3%, mentre la Sicilia ha fatto segnare  un +1,2%. Al centro l’Umbria ha registrato un calo del 1,1%, nel Lazio il giro d’affari complessivo è aumentato del 1,9%. Nel Nord-est spicca l’Emilia Romagna con un corposo +3%, mentre il Veneto non va oltre un modesto +0,2%. Nel Nord-Ovest è la Liguria a distinguersi con il suo +2%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/unioncamere-%e2%80%9cgli-italiani-sono-tornati-a-fare-acquisti-al-supermercato%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Boom della “spesa di gruppo” nel 2009</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/boom-della-%e2%80%9cspesa-di-gruppo%e2%80%9d-nel-2009/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/boom-della-%e2%80%9cspesa-di-gruppo%e2%80%9d-nel-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 06:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Rumors e News]]></category>
		<category><![CDATA[agri2000]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=646</guid>
		<description><![CDATA[Da un rapporto della Coldiretti/Agri2000, riguardante le abitudini alimentari degli italiani, si evince un boom dei gruppi di acquisto solidali (Gas), che in un solo anno sono aumentati del 30%, l’anno scorso i gruppi censiti erano 460, quest’anno ben 600. A livello regionale la Lombardia risulta la regione con il maggior numero di gruppi, 160, seguita da Toscana, Piemonte e Veneto. Coldiretti ha sottolineato che accanto a queste realtà ufficiali, sono presenti decine di migliaia di iniziative spontanee che nascono nei palazzi, nei posti di lavoro o in altri ambienti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/coldiretti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-647" title="coldiretti" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/coldiretti.jpg" alt="" width="220" /></a>Da un rapporto della <strong>Coldiretti/Agri2000</strong>, riguardante le abitudini alimentari degli italiani, si evince un boom dei <strong>gruppi di acquisto solidali</strong> (Gas), che in un solo anno sono aumentati del 30%, l’anno scorso i gruppi censiti erano 460, quest’anno ben 600. A livello regionale la Lombardia risulta la regione con il maggior numero di gruppi, 160, seguita da Toscana, Piemonte e Veneto. <strong>Coldiretti</strong> ha sottolineato che accanto a queste realtà ufficiali, sono presenti decine di migliaia di iniziative spontanee che nascono nei palazzi, nei posti di lavoro o in altri ambienti di ritrovo collettivo.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Le motivazioni che spingono verso questo tipo di aggregazioni sono diverse, tra le quali spiccano il desiderio di garantirsi un volume di acquisto che permetta l’ottimizzazione dei costi e la voglia di prodotti genuini sulle proprie tavole. L’approvvigionamento può avvenire ai <strong>mercati generali</strong> all’ingrosso oppure in <strong>mercati di agricoltori</strong> o in <strong>aziende agricole</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Coldiretti ha rilevato inoltre un’importante crescita del “<strong>fenomeno del pick your own</strong>”, ossia la raccolta diretta in azienda da parte del consumatore. Gli accordi per l’acquisto possono avvenire tramite telefono, internet ed è addirittura possibile acquistare un vero e proprio abbonamento. Il funzionamento del gruppo d’acquisto è molto semplice, i partecipanti stabiliscono una lista di prodotti che vogliono acquistare, e una cifra base da versare uguale per tutti. Successivamente l’ordine viene trasmesso all’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il numero di aziende presso le quali è possibile acquistare direttamente è aumentato del 64% nel 2009, ad oggi se ne contano più di 60 mila, e due italiani su tre risultano aver acquistato direttamente almeno una volta dal produttore. Il presidente della Coldiretti, <strong>Sergio Marini</strong>, ha dichiarato che: “La vendita diretta e&#8217; una opportunità per il Paese con un aumento della concorrenza che va a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono così garantirsi acquisti sicuri e di qualità al giusto prezzo”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/boom-della-%e2%80%9cspesa-di-gruppo%e2%80%9d-nel-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Abitazioni: gli italiani preferiscono la casa di proprietà</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/abitazioni-gli-italiani-preferiscono-la-casa-di-proprieta/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/abitazioni-gli-italiani-preferiscono-la-casa-di-proprieta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 06:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rumors e News]]></category>
		<category><![CDATA[affitto]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[condominio]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[federconsumatori]]></category>
		<category><![CDATA[immobili]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mututi]]></category>
		<category><![CDATA[usufrutto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=640</guid>
		<description><![CDATA[Sappiamo bene che la casa di proprietà per gli italiani è sempre stata una priorità, anche se difficile da raggiungere. Dalle ultime rilevazioni Istat, riferite al 2008, è emerso però che molti sono riusciti nell’acquisto dell’immobile, infatti circa 7 famiglie su 10 risultano proprietarie dell’appartamento in cui vivono. Ma il 13% di queste famiglie sono alle prese con i mutui, le cui rate mensili incidono non poco sul bilancio familiare.

Due famiglie su dieci invece risultano affittuarie, mentre pochi fortunati, circa il 12,6% vive in una casa in usufrutto o in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/mutui.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-166" title="mutui" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/mutui.jpg" alt="" width="220" /></a>Sappiamo bene che la <strong>casa di proprietà</strong> per gli italiani è sempre stata una priorità, anche se difficile da raggiungere. Dalle ultime rilevazioni <strong>Istat</strong>, riferite al 2008, è emerso però che molti sono riusciti nell’acquisto dell’immobile, infatti circa 7 famiglie su 10 risultano proprietarie dell’appartamento in cui vivono. Ma il 13% di queste famiglie sono alle prese con i <strong>mutui</strong>, le cui rate mensili incidono non poco sul <strong>bilancio familiare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Due famiglie su dieci invece risultano affittuarie, mentre pochi fortunati, circa il 12,6% vive in una casa in <strong>usufrutto</strong> o in <strong>uso gratuito</strong>. Ad optare per i mutui sono soprattutto le famiglie del centro-nord, che sono circa il 16% del totale, mentre al sud sono l’8,2%. Sono soprattutto le famiglie di recente costituzione ad accollarsi il mutuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a pesare sullo stipendio degli italiani, non è solo la rata del mutuo o l’<strong>affitto</strong> mensile, ma anche le sempre più salate <strong>spese per l’abitazione</strong>, comprendenti le <strong>spese di condominio</strong>, per il <strong>riscaldamento</strong> e altri servizi. La percentuale di spese per l’abitazione sul reddito raggiunge cifre elevate quando si tratta di famiglie a basso reddito, arrivando ad un’incidenza di oltre trenta punti percentuali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federconsumatori</strong> ha denunciato il <strong>caro-affitti</strong>, che dal 2001 al 2009 è aumentato del 79%, così come sono aumentate le varie utenze, come la <strong>nettezza urbana</strong> (+97%) e condominio (+77%). L’unico ribasso registrato sono state le spese per il telefono, con una contrazione dell’11%. Si può certamente affermare che mantenere oggi una casa in affitto risulta una vera e propria impresa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/abitazioni-gli-italiani-preferiscono-la-casa-di-proprieta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corte dei Conti: “le privatizzazioni hanno portato solo aumenti”</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/corte-dei-conti-%e2%80%9cle-privatizzazioni-hanno-portato-solo-aumenti%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/corte-dei-conti-%e2%80%9cle-privatizzazioni-hanno-portato-solo-aumenti%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 12:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[aumenti]]></category>
		<category><![CDATA[autostrade]]></category>
		<category><![CDATA[corte dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=642</guid>
		<description><![CDATA[Niente benefici per i consumatori dalle privatizzazioni, infatti secondo la Corte dei Conti la gestione privata si è limitata ad aumentare le tariffe per far tornare in attivo le aziende ex pubbliche, sfruttando così la posizione dominante sul mercato. Per i giudici contabili le nuove aziende privatizzate non sono per nulla più efficienti di prima.

Tutto questo lo si evince dall’ultimo rapporto su “Risultati e obiettivi della operazioni di privatizzazioni di partecipazioni pubbliche”, che dimostra chiaramente come il recupero dell’efficienza delle aziende sia passato da un ingente incremento delle tariffe, che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/corte-dei-conti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-643" title="corte-dei-conti" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/corte-dei-conti.jpg" alt="" width="220" /></a>Niente benefici per i <strong>consumatori </strong>dalle privatizzazioni, infatti secondo la <strong>Corte dei Conti</strong> la <strong>gestione privata</strong> si è limitata ad aumentare le <strong>tariffe</strong> per far tornare in attivo le aziende ex <strong>pubbliche</strong>, sfruttando così la posizione dominante sul mercato. Per i giudici contabili le nuove aziende privatizzate non sono per nulla più efficienti di prima.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo lo si evince dall’ultimo rapporto su “<strong>Risultati e obiettivi della operazioni di privatizzazioni di partecipazioni pubbliche</strong>”, che dimostra chiaramente come il recupero dell’efficienza delle aziende sia passato da un ingente incremento delle tariffe, che risultano decisamente più elevate di quelle richieste agli utenti di altri <strong>Paesi europei</strong>. Per la Corte dei Conti, la dinamica dei <strong>prezzi</strong> risulta molto accentuata per <strong>acqua</strong>, <strong>gas</strong> e <strong>pedaggi autostradali</strong>, più contenuta invece per l’<strong>energia</strong> <strong>elettrica</strong> e in marcata riduzione per i servizi telefonici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il rapporto evidenzia come il processo di privatizzazione in Italia abbia raggiunto i suoi obiettivi in termini di incassi, infatti è al secondo posto, dopo il Giappone, nella classifica globale delle privatizzazioni. La Corte dei Conti ha evidenziato sia risultati che criticità, di un processo che nel bene o nel male risulta di “portata storica”. Tra le criticità troviamo gli alti costi, pari a 2,2 miliardi  di euro, che sono frutto di incongruenze nelle contabilizzazioni. Ma non mancano anche delle criticità nelle modalità con cui sono state realizzate le operazioni di privatizzazione, dove scarsa trasparenza e chiarezza hanno regnato sovrane.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/corte-dei-conti-%e2%80%9cle-privatizzazioni-hanno-portato-solo-aumenti%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Fisco è sempre più attivo nella lotta all’evasione</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/il-fisco-e-sempre-piu-attivo-nella-lotta-all%e2%80%99evasione/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/il-fisco-e-sempre-piu-attivo-nella-lotta-all%e2%80%99evasione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 06:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rumors e News]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[liberi professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi fiscali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=636</guid>
		<description><![CDATA[Ancora all’opera l’Agenzia delle Entrate e  la Guardia di Finanza nella lotta all’evasione fiscale per il recupero di grosse somme di denaro esportate nei cosiddetti “paradisi fiscali”. A finire nel mirino del fisco sono stati circa 2 mila contribuenti italiani, sospettati, nel periodo tra il 2007 e il 2008, di aver trasferito ben 2 miliardi di euro all’estero. La maggior parte dei soggetti sottoposti ad accertamenti hanno la residenza in Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. Tre le regioni più virtuose, e dunque con meno evasori, c’è da segnalare la Valle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/gdf.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-612" title="gdf" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/gdf.jpg" alt="" width="220" /></a>Ancora all’opera l’<strong>Agenzia</strong> <strong>delle Entrate</strong> e  la <strong>Guardia di Finanza</strong> nella lotta all’evasione <strong>fiscale</strong> per il recupero di grosse somme di denaro esportate nei cosiddetti “<strong>paradisi fiscali</strong>”. A finire nel mirino del fisco sono stati circa 2 mila <strong>contribuenti italiani</strong>, sospettati, nel periodo tra il 2007 e il 2008, di aver trasferito ben 2 miliardi di euro all’estero. La maggior parte dei soggetti sottoposti ad accertamenti hanno la residenza in Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. Tre le regioni più virtuose, e dunque con meno <strong>evasori</strong>, c’è da segnalare la Valle d’Aosta.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Ad essere al centro delle indagini sono soprattutto <strong>imprenditori</strong> e <strong>liberi professionisti</strong>, che hanno portato all’estero i capitali per mezzo di <strong>intermediari finanziari</strong>. <strong>Stefano Screpanti</strong>, Capo Ufficio Tutela Entrate del Comando Generale della Guardia di Finanza, ha riferito che mediamente ogni persona ha portato all’estero capitali per un cifra molto vicina ai 500 mila euro. Le mete più ambite per gli evasori sono state <strong>Svizzera</strong>, <strong>Panama</strong> e <strong>Singapore</strong>. Sembra che gli intermediari abbiano comunicato all’anagrafe tributaria gli spostamenti di capitale, dunque in modo regolare, mentre i contribuenti sospettati invece hanno omesso tale situazione nella propria <strong>dichiarazione dei redditi</strong>, commettendo un illecito. Sui 2 mila indagati circa un centinaio subiranno indagini extra fiscali, in quanto hanno già precedenti reati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Agenzia delle Entrate ci ha tenuto a precisare che: &#8220;Le persone sotto inchiesta sono fortemente sospettate di aver evaso e trasferito ingenti somme all&#8217;estero. E per coloro che non saranno in grado di dimostrare la regolarità delle operazioni scoperte le conseguenze saranno davvero pesanti&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/il-fisco-e-sempre-piu-attivo-nella-lotta-all%e2%80%99evasione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da marzo i conti correnti anche al supermercato</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/da-marzo-i-conti-correnti-anche-al-supermercato/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/da-marzo-i-conti-correnti-anche-al-supermercato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rumors e News]]></category>
		<category><![CDATA[bonifici]]></category>
		<category><![CDATA[carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[conti correnti]]></category>
		<category><![CDATA[coop]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[prelievi]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>
		<category><![CDATA[tim]]></category>
		<category><![CDATA[versamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=633</guid>
		<description><![CDATA[Dal primo marzo 2009 cade il monopolio dei servizi di pagamento, e dunque banche e posta non avranno più l’esclusiva. Finalmente sarà possibile aprire conti correnti nelle catene delle grandi distribuzioni, oppure presso società telefoniche. Nasce allora un nuovo tipo di soggetto, un ibrido tra una banca ed un fornitore di “altri servizi”, ossia un istituto di pagamento. Ma attenzione, non sarà un istituto di credito, infatti non verranno offerti servizi come mutui o negoziazioni su titoli, ma solo servizi di pagamento e piccoli prestiti, con scadenza a breve di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/supermercato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-634" title="supermercato" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/supermercato.jpg" alt="" width="220" /></a>Dal primo marzo 2009 cade il monopolio dei <strong>servizi di pagamento</strong>, e dunque <strong>banche</strong> e <strong>posta</strong> non avranno più l’esclusiva. Finalmente sarà possibile aprire <strong>conti correnti</strong> nelle catene delle grandi distribuzioni, oppure presso società telefoniche. Nasce allora un nuovo tipo di soggetto, un ibrido tra una <strong>banca</strong> ed un fornitore di “altri servizi”, ossia un <strong>istituto di pagamento</strong>. Ma attenzione, non sarà un <strong>istituto di credito</strong>, infatti non verranno offerti servizi come <strong>mutui</strong> o <strong>negoziazioni su titoli</strong>, ma solo <strong>servizi di pagamento</strong> e <strong>piccoli prestiti</strong>, con scadenza a breve di 12 mesi. L’obiettivo della norma, portata avanti dall’<strong>Unione</strong> <strong>Europea</strong>, è quello di favorire i piccoli scambi.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Con un <strong>conto di pagamento</strong> sarà possibile fare tutto ciò che un normalissimo conto corrente bancario permette, come ad esempio <strong>versamenti</strong>, <strong>prelevamenti</strong>, <strong>bonifici</strong> e inviare soldi all’estero. Non sarà però un mezzo per accumulare risparmi, in quanto non offrirà un <strong>tasso d’interesse</strong>, ma essendo un mezzo per incentivare agli scambi offrirà <strong>sconti</strong> e <strong>promozioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli operatori pronti a buttarsi nell’offerta di questi nuovi servizi sono diversi, e tutti saranno vigilati dalla <strong>Banca d’Italia</strong>, che applicherà le stessa normativa severa riservata agli <strong>intermediari creditizi</strong>. Tra gli operatori già in prima linea spiccano <strong>Carrefour</strong>, <strong>Coop</strong> e <strong>TIM</strong>. Proprio quest’ultima società è pronta a lanciare speciali sim card per pagare molti tipi di servizi tramite sms, ma TIM ha fatto sapere di non volersi sostituire alle banche, quanto piuttosto offrire maggiori servizi ai propri clienti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/da-marzo-i-conti-correnti-anche-al-supermercato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>USA: per la Fed tassi bassi ancora per molto tempo</title>
		<link>http://www.economiafinanza.net/usa-per-la-fed-tassi-bassi-ancora-per-molto-tempo/</link>
		<comments>http://www.economiafinanza.net/usa-per-la-fed-tassi-bassi-ancora-per-molto-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 06:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[deficit]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[fed]]></category>
		<category><![CDATA[federal reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.economiafinanza.net/?p=631</guid>
		<description><![CDATA[Anche secondo il presidente della Banca Centrale Americana la ripresa economica risulterà inesorabilmente lenta, ecco perché i tassi, almeno per il momento, resteranno fermi. Bernanke, al congresso Usa, ha ribadito che il problema principale del paese rimane la disoccupazione, anche se è necessario ammettere che i piani messi in atto dal governo hanno prodotto buoni risultati in termini di creazione e salvataggio di posti di lavoro. Sul tema del lavoro era già intervenuta Janet Jellen, presidente della Fed di San Francisco, ed una delle economiste più apprezzate. La Jellen ha ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/federal-reserve.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-606" title="federal-reserve" src="http://www.economiafinanza.net/wp-content/uploads/federal-reserve.jpg" alt="" width="220" /></a>Anche secondo il presidente della <strong>Banca Centrale Americana</strong> la <strong>ripresa economica</strong> risulterà inesorabilmente lenta, ecco perché i tassi, almeno per il momento, resteranno fermi. <strong>Bernanke</strong>, al congresso Usa, ha ribadito che il problema principale del paese rimane la <strong>disoccupazione</strong>, anche se è necessario ammettere che i piani messi in atto dal governo hanno prodotto buoni risultati in termini di creazione e salvataggio di posti di lavoro. Sul tema del <strong>lavoro</strong> era già intervenuta <strong>Janet Jellen</strong>, presidente della <strong>Fed</strong> di San Francisco, ed una delle economiste più apprezzate. La Jellen ha infatti dichiarato qualche giorno fa, che l’economia americana sta sempre di più imparando a crescere senza alti livelli di <strong>occupazione</strong>, il che risulta un grosso problema.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">La gestione del <strong>deficit</strong> americano è un altro problema che il presidente della Fed ha voluto evidenziare, confermando che si è giunti a livelli record. Tale situazione potrebbe minare la ripresa dell’economia. Tornando sulle stime di crescita del paese, Bernanke ha confermato un <strong>prodotto interno lordo</strong> in crescita di oltre tre punti percentuali nel 2010, e oltre il tre e mezzo percento nel 2011. Il <strong>tasso di disoccupazione</strong> dovrebbe invece cominciare a calare già nel 2010, per poi arrivare al 7% verso la fine del 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte <strong>tassi di interesse</strong>, il numero uno della Fed ha confermato la necessità di bassi livelli e di una <strong>stretta del credito</strong>, per poter evitare possibili <strong>spinte inflazionistiche</strong>. Inoltre ha voluto sostenere un’altra necessita molto importante, ossia quella di operatività trasparente e indipendente della Banca Centrale, che deve svincolarsi dalle pressioni politiche di breve termine, che incidono notevolmente sul raggiungimento degli obiettivi. Il presidente è poi risultato molto scettico circa un possibile downgrade sull’affidabilità creditizia degli Stati Uniti nonostante i dati negativi sul deficit del budget federale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.economiafinanza.net/usa-per-la-fed-tassi-bassi-ancora-per-molto-tempo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
