Fiat di Mirafiori, Camusso: “Vedremo se fare ricorso”

Il voto di venerdì sembrava aver chiuso la questione Fiat-Mirafiori: il referendum sul nuovo accordo contrattuale per i lavoratori di Mirafiori, ha visto votare una maggioranza del 54% in maniera positiva. Soddisfazione da parte dell’azienda del Lingotto, ma anche da parte dei sindacati che avevano già ratificato quest’accordo, tutti tranne la Cgil-Fiom. Proprio quest’ultima associazione sindacale non si arrende e tramite la leader Susanna Camusso, fa sapere che la battaglia non è ancora finita. Valuteremo se ricorrere alla magistratura, una clausola che impedisce a un lavoratore di partecipare a uno sciopero è un tema che sicuramente arriva sino alla Corte Costituzionale. Siamo di fronte a diritti che non sono disponibili né a un’impresa né a un sindacato. Comunque, non è sufficiente dire che ricorreremo alla magistratura perché non si può affidare la rappresentanza sindacale alla magistratura”. La Camusso lancia anche qualche frecciatina all’azienda Fiat: secondo la leader sindacale, il voto del referendum è stato condizionato. “Il 46% di no al referendum di Mirafiori mi ha stupito, perché era un voto così condizionato, così costretto che non permetteva ai lavoratori di decidere, ma c’è stato l’orgoglio, la capacità di reazione dei lavoratori. Quanto all’esito, ho pensato che saremmo stati più vicini al risultato di Pomigliano (dove i no avevano raggiunto il 36%). Il risultato ha stupito me come tutti, anche se avevamo colto un po’ di nervosismo dell’azienda”.

Pietro Gugliotta

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*