Fiat, domani a Torino incontro Governo-Lingotto

Pubblicato il 27 lug 2010

“Produrremo in Serbia la monovolume”. L’annuncio dello spostamento della produzione della Fiat in Serbia è dello scorso fine settimana, ma non si è ancora placata la coda di polemiche che uniscono in un certo senso tutta l’Italia: partiti politici, sia di destra che di sinistra, per la prima volta sono concordi nell’affermare che è un grava passo indietro per l’Italia. E’ intervenuto anche Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio, per provare a difendere il lavoro di tanti operai Fiat in Italia. “In una libera economia ed in un libero stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione. Mi auguro però che questo non accada a scapito dell’Italia e degli addetti a cui la Fiat offre il lavoro”. Ad aggravare la situazione, l’annuncio che Mirafiori chiuderà mercoledì 28 luglio, giorno in cui Governo e Fiat si troveranno attorno ad un tavolo per discutere sul futuro degli stabilimenti Fiat. Mirafiori riaprirà il 6 settembre, il 28 verrà chiusa – per fortuna – solo per due giorni di cassa integrazione prima del mese di agosto. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in un’intervista a Radio Anch’io, ha parlato proprio del tavolo Fiat che ci sarà domani a Torino. “Io vedo la possibilità di una convergenza delle parti. Mi auguro di tutte, ma in ogni caso non potrà essere possibile da una parte sola mettere un veto, si dovrà andare avanti. Per la Cgil é un’occasione di rientrare in gioco e mi auguro che lo voglia fare per uscire e riflettere sull’isolamento di questi ultrimi mesi”.

Pietro Gugliotta



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