Fiat, due anni di cassaintegrazione per lo stabilimento di Melfi

marchionneLa notizia è arrivata inattesa la scorsa settimana: Sergio Marchionne, a.d. di Fiat e Chrysler, ha comunicato che intende richiedere due anni di cassa integrazione straordinaria per lo stabilimento Fiat di Melfi, in Basilicata. La cassa integrazione partirà il prossimo 11 febbraio e si concluderà il 31 dicembre 2014: l’intenzione di Marchionne non è quella di chiudere definitivamente lo stabilimento, ma effettuare una importante ristrutturazione. “In Italia abbiamo molti problemi, ma non chiuderemo impianti come dimostra l’investimento che abbiamo annunciato a Melfi” chiarisce. Ed in effetti, si parla di una ristrutturazione piuttosto importante: verranno riconvertite le linee di produzione, in modo che lo stabilimento di Melfi possa essere pronto a realizzare i nuovi modelli Fiat a partire da gennaio 2015. “In 3-4 anni avremo un impiego pieno di tutti i nostri lavoratori. Vogliamo fare la nostra parte per l’Italia. Ci sarà sempre un pezzo d’Italia in ogni Fiat che va in giro per il mondo. Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per il Paese” spiega Marchionne. Preoccupazione da parte dei sindacati, in particolare la Fiom-Cgil. “La Fiom esprime forte preoccupazione perché ad oggi ancora non si conoscono i dettagli degli investimenti per lo stabilimento. La richiesta arriva dopo gli annunci in pompa magna dei giorni scorsi, alla presenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti” spiega il segretario regionale, Emanuele De Nicola. Al contrario, Cisl e Uil sembrano d’accordo con la scelta dell’azienda: “basta con le letture politiche. A Melfi partono gli investimenti per la 500X e per il piccolo Suv marchio Jeep, che danno prospettive di lavoro”, ha dichiarato il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano.

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