Fiat Industrial, fusione con Cnh e passaggio in Olanda

Adesso è ufficiale: il colosso Fiat Industrial non è più una azienda italiana. La notizia è arrivata nei giorni scorsi: si è conclusa positivamente la fusione con l’azienda olandese Cnh. Fiat Industrial dunque diventerà olandese a tutti gli effetti: un’azienda con un fatturato da 25 miliardi di euro, non è più italiana. L’operazione porterà benefici societari e fiscali, in gran parte per gli azionisti di maggioranza. La fusione verrà completata nel 2013: si tratta della prima grande migrazione all’estero per Fiat. Il trasferimento in Olanda permette a Fiat di pagare meno interessi sul debito, con un risparmio di 150 milioni di euro secondo gli analisti, oltre alla possibilità di avere accesso ai mercati finanziari internazionali. Il trasferimento porterà benefici economici: a livello di tassazione, l’Olanda non tassa i dividendi, cosa che avviene in Italia. Infatti nel nostro paese viene tassato il 5% dei dividendi, con una aliquota del 27.5%: in pratica, equivale ad una aliquota dell’1,375% sul totale. La famiglia Agnelli era l’unica a potersi opporre, ma ha assicurato pieno sostegno all’operazione, che dunque come anticipato si concluderà nel 2013. Cambieranno anche le assemblee degli azionisti, come si legge nel comunicato ufficiale. “Gli azionisti che parteciperanno alle assemblee di Fiat Industrial e di Case New Hollande convocate per deliberare sull’operazione e rimarranno azionisti delle due società fino al completamento della fusione avranno la facoltà, indipendentemente dal voto da loro espresso, di ricevere due voti per ogni azione loro attribuita. Tale diritto sarà valido fino al momento in cui tali azioni saranno cedute. Successivamente alla chiusura dell’operazione, il diritto di ottenere il doppio voto per azione spetterebbe anche ai detentori di azioni a voto singolo che rimarranno azionisti della società per almeno tre anni”.

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