Fiat, reintegrati i tre operai licenziati a Melfi

Si risolve in maniera negativa la questione dei tre operai licenziati dalla Fiat nello stabilimento di Melfi. L’8 luglio scorso, l’azienda torinese aveva sospeso e poi licenziato tre lavoratori: i tre avevano bloccato un carello robotizzato che trasportava dei materiali, durante una azione di protesta. Questo carrello aiutava altri operai che avevano deciso di non scioperare, dunque per la Fiat si trattava di interruzione di lavoro. Il provvedimento aveva fatto molto scalpore, perchè due dei licenziati facevano anche parte del sindacato Fiom-Cgil. Il Giudice del Lavoro si è pronunciato ieri, con una decisione perentoria: i tre operai vanno immediatamente reintegrati nel loro posto di lavoro. L’azione della Fiat è stata giudicata “antisindicale”. La Fiat ha scelto di non commentare la decisione del Giudice del Lavoro, al contrario i sindacati hanno espresso il loro parere in merito a questa vicenda. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. “Ora sarebbe utile che tutti si fermassero a riflettere. La teoria che, per uscire dalla crisi, bisogna mettere mano alla contrattazione, ai diritti e alla Costituzione, non solo è falsa ma riporta indietro di cent’anni il Paese”. Piu duro Giorgio Cremaschi, sempre della Fiom. “La sentenza dimostra che l’azienda vuole operare contro leggi e contratti. Si fermino tutti a riflettere per cercare, applicando il contratto che c’è, di creare le condizioni per difendere il lavoro e i diritti”. Il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere commenta così. “La sentenza che annulla il licenziamento, conferma come avessimo e come abbiamo ragione sul fatto che i diritti non possano essere messi in alternativa all’occupazione. La sentenza dimostra che la Fiat può anche sbagliare. Noi siamo sempre a disposizione per riaprire un confronto che possa mettere in campo relazioni sindacali più leali e corrette”. Questo il pensiero del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. “In questo Paese ci vuole un motivo legittimo per licenziare e l’onere di dimostrare che c’è un motivo legittimo spetta all’azienda ed è grave che lavoratori siano licenziati per l’attività sindacale che stavano svolgendo. Ma questo episodio non c’entra nelle relazioni industriale tra Fiat e sindacati”.

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