Fincantieri, 2.500 esuberi e due stabilimenti chiusi

E’ stato presentato ieri a Roma il nuovo piano industriale di Fincantieri: non ci sono buone notizie per i lavoratori. Infatti su otto stabilimenti, si è deciso di chiuderne due, uno a Castellammare di Stabia ed un altro a Sestri Ponente. Inoltre il piano prevede 2.551 esuberi su una forza lavoro di 8.500 addetti. Un piano fortemente restrittivo, che vede inoltre il ridimensionamento dello stabilimento di Riva Trigoso (Genova) , che conserverà solo le costruzioni meccaniche, trasferendo di fatto le costruzioni militari a Muggiano (La Spezia). I dirigenti Fincantieri si dicono pronti a discutere: “si, siamo pronti a discutere il piano. Quello presentato ieri non è un piano prendere o lasciare. E’ la fotografia realistica di una situazione drammatica attuale – spiega l’amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono – e in prospettiva. Da oggi si apre una trattativa che ci auguriamo possa aggregare il maggior consenso possibile”. Il piano è molto duro, ma tutto ciò è causato dalla crisi del mercato, che ha visto il picco della produzione dal 2007 ad oggi, conuna domana mondiale che si è ridotta drasticamente del 55%. Fincantieri ha già convocato i sindacati per il 6 giugno, per presentare ufficialmente il piano ed iniziarne la discussione proprio con i sindacati, che hanno fatto sapere di essere fortemente contrari a questo taglio così netto dei posti di lavoro. “Il piano non è accettabile perché chiude due cantieri e mezzo. Su queste basi non ci sono le condizioni per un accordo” spiega il segretario generale Maurizio Landini. Giuseppe Farina, leader della Fim definisce il piano Fincantieri molto rinunciatario: “siamo disponibili a discutere di riorganizzazione e di efficientamento, a condizione che ciò sia utile a salvaguardare l’insieme della struttura industriale, i cantieri e l’occupazione”.

Pietro Gugliotta

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