Fondo monetario internazionale: Christine Lagarde fa pressioni su Brexit

Il referendum inglese è alle porte e la Lagarde ha dichiarato di voler rispettare il voto dei cittadini britannici, ma questo voto deve essere “Remain”. Le parole del presidente del Fondo Monetario internazionale suonano proprio così, un monito importante a tutti i votanti, perché l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa potrebbe far precipitare i mercati, causando una catastrofe economica. Christine Lagarde scende in campo per Bruxelles, anche se il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker continua a ripetere ad oltranza che l’Europa non è a rischio disgregazione.

Fondo monetario internazionale: UE rischia recessione nel 2017

Se Junker tenta di non esagerare con l’allarme Brexit, Christine Lagarde non ha invece alcuna intenzione di nascondere quella che è l’analisi del Fondo monetario internazionale in previsione di un’uscita del Regno Unito dall’Eurozona. Le conseguenze del SI potrebbero essere disastrose, si parla addirittura di possibile recessione nel 2017 (l’Italia sembrerebbe rischiare meno di altri Paesi). Dati alla mano, secondo l’istituzione internazionale, se la Gran Bretagna rimanesse nell’UE, il PIL inglese crescerebbe del 2,2%, mentre se prevalesse la corrente “Leave”, la conseguenza sarebbe una contrazione che nel 2019 significherebbe un -5,6%. Per Lagarde, l’effetto negativo di un’eventuale Brexit è da intendersi a lungo termine. Nel rapporto pubblicato dall’istituto di Washington si legge che:

la Gran Bretagna è molto importante per alcune economie europee, ma in termini generale l’Unione è più importante per la Gran Bretagna di quanto la Gran Bretagna non lo sia per l’Ue.

Tra gli Stati che più verrebbero colpiti dalla Brexit vi sarebbero soprattutto Malta, Irlanda, Cipro, Olanda e Belgio poiché si tratta di quei Paesi che con l’Inghilterra intrecciano la maggiori relazioni commerciali.

Tutti gli economisti si schierano con il Remain

La questione Brexit tiene banco alle principali riunioni dei vertici mondiali, e lo farà ancora almeno fino al 23, giorno del verdetto. Nella lotta tra il SI e il NO si è capito che tutti i maggiori economisti del mondo tifano affinché la Gran Bretagna rimanga nell’Eurogruppo, convinti che uno scenario contrario sarebbe un danno di proporzioni enormi. La sterlina, l’euro e le Borse sarebbero le prime vittime di un eventuale Leave, ma a lungo termine i danni potrebbero estendersi anche oltre il settore economico. Tra i sostenitori del Remain, in prima fila il Fondo monetario internazionale guidato da Christine Lagarde, affiancata nei giorni scorsi persino da Bill Gates. Da Washington l’appello è chiaro: “coraggio inglesi, restate”.

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