G7: le banche devono pagare i costi della crisi

Il ministro delle finanze canadesi, Jim Flaherty, chiudendo il vertice di ministri finanziari e governatori delle banche centrali del G7 (tenutosi a Iaquit, gelata cittadina a soli 800 km dal Polo Nord), ha dichiarato che la ripresa c’è, ma che le banche dovranno condividere i costi della crisi. La congiuntura migliora ovunque, ed è un dato di fatto, ma il decollo può avvenire solo se anche le banche cominceranno a fare la loro parte, proprio come è stato fatto dai governi.

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Sul caso Grecia, Flaherty invece è stato categorico, sottolineando la serietà della situazione, che dovrà essere risolta dall’Europa, senza interventi esterni. Jean Claude Trichet, Presidente della Banca Centrale Europea, ha fatto sapere che ci sarà un costante monitoraggio sul governo ellenico. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean, Paul Junker, ha dichiarato che si è discusso molto sul dissesto finanziario di Atene, ma anche su quello di Spagna e Portogallo. L’Europa sembra intenzionata a risolvere la questione da sola, senza coinvolgere il Fondo Monetario Internazionale, in pratica con una vera e propria prova d’orgoglio.

Il summit si è chiuso con l’impegno da parte dei vari paesi a lavorare intensamente per tagliare il debito di Haiti, sconvolta dal disastroso terremoto. Sulla riforma dell’intero sistema finanziario internazionale, l’americano Tim Geithner ha detto che c’è l’intenzione di operare senza divergenze, per il comune obiettivo di evitare il ripetersi di situazioni di crisi molto intense. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mario Draghi, evidenziando però il fatto che le regole non pregiudicano immediatamente la ripresa, in quanto vanno applicate con la dovuta gradualità.

Giuseppe Raso

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