Galli: “Serve un cambiamento radicale nella politica economica per contenere la spesa”

“Se non si avvia un cambiamento radicale nella politica economica per contenere la spesa e ridurre stabilmente il perimetro dello Stato, l’Italia non ha futuro, in termini di crescita e di benessere”. Queste le parole di Giampaolo Galli, direttore generale della Confindustria, in occasione di una audizione alla Camera. Parole durissime, che vengono da un importante personaggio della scena economica italiana, se consideriamo che si tratta del numero due di Confindustria. Fra le richieste, quella giudicata imprescindibile da Galli, è quella dell’abbassamento della pressione fiscale. “Secondo l’aggiornamento al def 2011, dopo le manovre estive, le entrate complessive della pubblica amministrazione sono salite dal 46,6% del 2010 al 48%, un record storico assoluto, nel 2013. Salirebbero addirittura al 49% se la delega venisse attuata con ulteriori aumenti di imposizione, anche attraverso il taglio delle agevolazioni fiscali” spiega Galli, che poi parla della spesa pubblica italiana. “Per conseguire il pareggio nel 2013 e iniziare a ridurre il rapporto fra debito e Pil, il saldo primario dovrebbe migliorare di quasi 90 miliardi di euro, da -0,1 del Pil nel 2010 a +5,4 nel 2013. Dovrebbe rimanere fra il 5 e il 6 negli anni successivi” conferma Galli. Dunque in sostanza, spiega sempre il direttore generale della Confindustria, si dovrebbe recuperare in tre anni tutto il terreno perso in un decennio: senza un cambiamento radicale della politica economica, è impossibile, dunque da qui viene l’affermazione che “per l’Italia non c’è futuro”.

Pietro Gugliotta

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