George Osborne: tagliare tasse alle aziende al 15%

Il ministro delle finanze inglese George Osborne ha l’antidoto contro la Brexit: tagliare le tasse alle imprese al 15 %. L’obiettivo primario è quello di ridare la fiducia alle aziende che l’hanno persa, combattendo il forte clima di incertezza che si è abbattuto sul Paese dopo l’esito del referendum del 23 Giugno. Se questo provvedimento venisse approvato, sarebbe un ulteriore passo di distacco dall’Unione Europea e la Gran Bretagna si avvicinerebbe piuttosto agli standard dell’Irlanda, dove le tasse alle imprese si fermano al 12,5%.

George Osborne: piano ripresa in cinque punti

La volontà del Cancelliere dello Scacchiere è chiara: ricostruire un’economia competitiva nel Regno Unito a partire da un ribasso delle tasse e rilanciando il mercato mondiale. L’attuale tassazione alle imprese, in Gran Bretagna, è pari al 20% e il primo passo che George Osborne vuole compiere è diminuire le imposte e portarle al 15%, distaccandosi dalle altre economie europee che prevedono percentuali molto più alte. Si tratterebbe di una mossa che attirerebbe ancor di più l’ira dei vertici dell’UE sua Regno Unito, in quanto il rischio che molte imprese europee migrino a Londra diventerebbe molto alto. Per il Ministro delle Finanze inglese si tratta però di una mossa necessaria per dimostrare agli investitori che l’Inghilterra punta ancora sul business. L’altro punto importante del piano di ripresa riguarda la Bank of England, che dovrà mantenere il flusso di credito alle aziende per evitare una contrazione, così come successe nel 2008.

Investimenti sulla rete ferroviaria: la ripresa della Gran Bretagna passa per il commercio

George Osborne ha anche un’altra idea, che è quella di aprire nuovi canali commerciali bilaterali, passando anche per gli investimenti sulla rete ferroviaria, in particolare la linea HS2 che raggiunge il Nord del Paese. Il Cancelliere chiederà al prossimo Primo Ministro di procedere in questo senso per non lasciare che il Regno Unito si fermi a livello commerciale.

Ormai, è sempre più evidente che UK e UE sono due realtà incompatibili e che la separazione era necessaria. Certo è che l’Europa deve fare mea culpa, poiché non sarà soltanto la Gran Bretagna a dover ricostruire. Robert Fico, presidente di turno del Consiglio Ue per i prossimi sei mesi, ha posto l’accento su una questione importante: l’Unione ha fallito nella comunicazione. Ai cittadini europei non sono mai stati comunicati nel modo giusto i benefici derivanti dalla coalizione, così come altrettanto male è stata gestita la questione degli immigrati. L’incertezza, per adesso, rimane la protagonista del momento, sia da una parte che dall’altra.

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