Gli incentivi auto drogano il mercato

incentivi-autoPer il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenuto all’assemblea generale dei presidenti delle Camere di Commercio in Italia, gli incentivi “sono un doping, falsano il mercato, quindi devono scendere, per riportarci nella normalità del mercato”. Per il ministro, il problema è da trattare a livello Europeo, e per questo è importante valutare bene delle azioni congiunte con gli esponenti politici degli altri paesi europei.

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L’obiettivo è quello di estendere gli incentivi anche a settori non auto, nella logica del risparmio e del rispetto dell’ambiente, dando così una spinta al consumo, per mantenere un’occupazione forte, e dare linfa vitale all’economia generale del paese. Il ministro si augura una crescita di produzione per l’Italia, non solo come numero di pezzi ma anche in termini di investimenti.

Intanto sugli incentivi auto girano numerose voci di una possibile esclusione dalla Finanziaria 2010, che però non hanno ricevuto conferme. L’orientamento del governo è quello di far rientrare gli incentivi nel testo della Finanziaria, ma a cifre di molto inferiori a quelle previste per il 2009.

Il segretario generale della Uim, Antonino Ragazzini, è invece intervenuto sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese, affermando l’importanza dell’impianto e la necessità di aumentare la produzione fino ad 1,3 milioni di auto l’anno, per salvare non solo Termini Imerese ma anche altri siti. Gli ecoincentivi senza ombra di dubbio hanno evitato un tracollo del comparto auto, e hanno contribuito a migliorare il parco vetture in Italia, che risultava obsoleto e altamente inquinante. La strada è quella giusta, e l’ambiente ne gioverà sicuramente.

Giuseppe Raso

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