Grecia: FMI lancia il salvagente, zero interessi fino al 2040

Che il Fondo Monetario Internazionale fosse a favore di una ristrutturazione del debito greco non era una novità. Da poche ore, però, è arrivata la proposta concreta: l’organizzazione avrebbe pensato, per la Grecia, l’eliminazione degli interessi sui prestiti ricevuti, fino al 2040, l’abbassamento del Pil al 15% e la scadenza per il rimborso totale degli aiuti fissata per il 2080. Il debito di Atene, così come è strutturato oggi, non è più sostenibile, e il governo ellenico è stretto tra le richieste dell’UE e il pianto dei cittadini, che si sta trasformando sempre in più in rabbia.

Grecia: fissata per il 24 Maggio la riunione dell’Eurogruppo per discutere l’alleggerimento del debito ellenico

Mentre per domenica, in Grecia, è prevista una nuova votazione al Parlamento per altre riforme richieste dall’Unione Europea ad Atene, FMI lancia il salvagente al governo greco. La portavoce del governo ellenico Olga Gerovasili ha dichiarato che la discussione della proposta spetta all’Eurogruppo, che si riunirà il 24 Maggio proprio per parlare del problema. Dal canto suo, l’UE si è sempre dimostrata irremovibile sulla questione, spinta soprattutto dalla Germania. Ma il vento sta cambiando e la minaccia del Fondo Monetario Internazionale di farsi da parte qualora non vengano accettate determinate condizioni, ha costretto i membri dell’Unione a prendere in seria considerazione tutta la questione. Sembrerebbe uno spiraglio di luce in fondo al tunnel per i cittadini greci, che prima, però, dovranno affrontare un’altra ondata di riforme che prevedono ancora tagli ai servizi pubblici e modifiche al fisco. Tsipras non molla la strada europea e ha indetto per domani l’inizio della discussione in Parlamento per il nuovo pacchetto di misure austerity che, probabilmente, verranno approvate entro domenica.

Atene è pronta al veto sull’accordo del libero scambio tra UE e USA

Intanto, tra la Grecia e la salvezza ci sono anche gli Stati Uniti. Atene si è detta pronta a porre il proprio veto sul Ttip, chiedendo tutela per le indicazioni geografiche protette. L’accordo del libero scambio tra Europa e Stati Uniti potrebbe infatti danneggiare i prodotti tipici dello Stato greco. Con un comunicato ufficiale, il ministero dell’economia di Atene ha dichiarato che è stata sollecitata la Commissione Europea affinché l’argomento venga trattato con la giusta attenzione per non ledere gli interessi greci. La decisione di Atene è che non accetterà un accordo nel quale i prodotti tipici del Paese vengano categorizzati come prodotti generici senza la minima protezione. Qualche giorno fa, si era espresso contrario all’accordo anche il presidente francese Hollande, dichiarando che:

Non siamo per il libero scambio senza regole. Non accetteremo mai la messa in discussione di principi essenziali per la nostra agricoltura, la nostra cultura, per la reciprocità dell’accesso ai mercati pubblici.

Nel mirino, soprattutto l’atteggiamento degli Stati Uniti che, fino ad ora, non hanno mostrato reciprocità di intenti. Anche il segretario di Stato francese al commercio estero Matthias Fekl ha ribadito che:

Noi vogliamo reciprocità. L’Europa propone molto e riceve in cambio molto poco. Questo non è accettabile. Vogliamo che le nostre Pmi abbiano accesso al mercato americano, vogliamo difendere l’agricoltura, le origini geografiche.

Persino la Germania comincia a tentennare, ed è molto probabile che l’accordo andrà rivisto interamente.

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