Il due volte campione del mondo avrebbe trasferito in modo fittizio la residenza nel Principato di Monaco per motivi fiscali, questa è l’accusa rivolta a Paolo Bettini da parte delle Fiamme Gialle. Il sospetto è che avrebbe evaso circa 11 milioni di euro. L’imposta effettiva contestata al campione si aggirerebbe attorno ai 4 milioni di euro negli anni dal 2003 al 2008.
Il Principato di Monaco è notoriamente un paese a fiscalità privilegiata, e l’accusa nei confronti del campione è molto pesante. Gli investigatori nella loro attività di intelligence hanno appurato che il centro di affari e interessi economici ed effettivi del ciclista sono in Italia. Paolo Bettini commenta la vicenda, affermando che da un anno è soggetto ad accertamento fiscale, e che offrirà piena disponibilità agli inquirenti per far valere le sue ragioni e fare chiarezza.
Bettini non è il primo sportivo a finire nel mirino della guardia di finanza, prima di lui Valentino Rossi con la residenza fittizia a Londra, il ciclista Davide Rebellin e il pilota di F.1 Liuzzi. I famosi paradisi fiscali danneggiano in modo grave il sistema finanziario, il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini, evidenzia anche come i cosiddetti paradisi “legali”, ossia quei paesi caratterizzati da livelli minimi di controllo, possano essere pericolosi quanto basta a creare disequilibri nel sistema. Sabatini riferisce come l’attenzione internazionale negli ultimi mesi si sia concentrata in misura superiore rispetto al passato verso quegli ordinamenti fiscali poco limpidi, e proprio l’ultimo summit del G-20 ha stabilito la possibilità di sanzioni pesanti verso quelle giurisdizioni non inclini ad uniformarsi alla comunità internazionale per quanto riguarda la materia fiscale.
Giuseppe Raso
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