Guardia di Finanza: tanti gli statali col doppio lavoro

Interessante indagine della Guardia di Finanza, che ha mostrato come molti dipendendi della PA, la Pubblica Amministrazione, abbiano svolto dei lavori o collaborazioni non autorizzate dal proprio datore di lavoro (lo Stato) riuscendo a trarne un discreto profitto. Infatti la Guardia di Finanza ha calcolato in quasi dieci milioni di euro, il profitto per queste collaborazioni non autorizzate, una cifra molto ampia. Sono stati circa 800 gli accertamenti che il corpo della Guardia di Finanza ha svolto, evidenziando come nel 2009 quasi la metà di queste indagini, ha portato alla scoperta di compensi incredibilmente alti: infatti proprio la metà di questi indagati, percepiva uno stipendio superiore ai 100 mila euro. A sorprendere proprio il nucleo dei finanzieri che ha lavorato a queste indagini, è il livello di collaborazioni, consulenze molto evidenti, per esempio come quella con una delle squadra di calcio più importanti della Serie A italiana. Ricordiamo infatti che il “dipendente pubblico non può svolgere un altro lavoro subordinato o autonomo se non autorizzato“. Specie in questi casi, quando non si parlava di un lavoro autonomo da pochi centinaia di euro al mese, ma di collaborazioni di alto livello, con veri e propri doppi stipendi incassati a fine mese. Cosa rischiano questi dipendenti? Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta ha confermato che queste consulenze vanno inserite “sui rispettivi siti in nome del principio della trasparenza”, e che nei casi più gravi, è previsto sia il licenziamento che l’ipotesi di danno erariale.

Pietro Gugliotta

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